Commissione Affari sociali (XII) - Sulle iniziative per il superamento del ticket fisso sulla ricetta medica – Interrogazione a risposta in Commissione n. 5-00348 presentata dall’On. Sarli (M5s) e altri ai Ministri della Salute e dell’Economia e delle Finanze.

Testo della risposta

Nella seduta di giovedì 22 novembre, il Sottosegretario di Stato per la Salute, Armando Bartolazzi, ha risposto all’interrogazione in titolo, nei termini che seguono: “Ringrazio gli onorevoli interroganti, poiché essi hanno posto una tematica centrale di cui si è fatto subito carico questo Governo: provare a riequilibrare la distribuzione delle risorse del Fondo sanitario nazionale, in modo da garantire la necessaria omogeneità della qualità delle cure nonché l'equità nell'accesso ai servizi sanitari su tutto il territorio nazionale. Rispondo, innanzitutto, sullo specifico quesito posto. Come è noto, la legge n. 205 del 2017 (articolo 1, comma 804) istituisce nello stato di previsione del Ministero della salute un Fondo per la riduzione della quota fissa sulla ricetta, con una dotazione di 60 milioni di euro annui a decorrere daranno 2018, al fine di conseguire una maggiore equità e agevolare l'accesso alle prestazioni sanitarie da parte di specifiche categorie di soggetti vulnerabili. Lo stesso articolo prevede che, con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, sono stabiliti i criteri per la ripartizione del Fondo, privilegiando le Regioni che hanno adottato iniziative finalizzate ad ampliare il numero dei soggetti esentati dal pagamento della quota fissa sulla ricetta, ovvero misure alternative.
A tal riguardo si segnala che, nel rispetto del dettato normativo e dell'autonomia regionale, questo Ministero sta valutando i possibili criteri di riparto, ivi inclusa anche la possibilità per le Regioni di identificare le categorie e le misure di riduzione della quota fissa, attraverso l'adozione di specifici provvedimenti (nell'ambito dei limiti di spesa indicati dal decreto), affinché sia garantito il conseguimento di privilegi in favore di specifiche categorie vulnerabili, subordinando, tuttavia, l'erogazione delle somme ad una valutazione degli interventi introdotti presso le Regioni, circa la loro rispondenza alle finalità di tutela indicate dalla norma e alla loro sostenibilità economico-finanziaria. L'impegno di questo Ministero è anche quello di assicurare una equità nella distribuzione delle risorse, tenendo conto della diversa distribuzione delle esenzioni tra le Regioni italiane, che vede nelle Regioni del Sud un numero di ricette non esenti (per motivi di reddito e di deprivazione sociale) sensibilmente minori rispetto a quelle del Nord.
Per pervenire ad uno stabile riequilibrio delle risorse finanziarie a beneficio delle Regioni, non vi è dubbio che la soluzione debba essere trovata in una pluralità di misure, di natura non occasionale, bensì sistematica, tutte convergenti verso l'obiettivo di un graduale, ma deciso, miglioramento dell'offerta sanitaria, nonché dei Livelli essenziali di assistenza, a tutti i cittadini.
Vanno, dunque, in questa direzione sia le misure già indicate nel testo del ddl di bilancio – tra le quali non va dimenticata anche la scelta, dirimente, del reddito e della pensione di cittadinanza; visto l'innegabile rapporto tra il gravissimo fenomeno dell'abbandono delle cure e le sottese situazioni di vulnerabilità socioeconomica – sia ulteriori ipotesi migliorative del testo, che potranno essere discusse in Parlamento. Mi riferisco, in particolare, al superamento del «ticket» fisso sulla ricetta medica e per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, che rappresenta, fin dall'inizio del mandato, uno dei punti qualificanti dell'agenda di questo Governo nella direzione dell'obiettivo di conferire maggiore equità al sistema: un obiettivo che necessiterà – inutile nasconderlo – di consistenti risorse economiche, che si confida di poter reperire, magari anche gradualmente, grazie al convergente impegno delle forze parlamentari di maggioranza già a partire dall'esame di questa manovra di bilancio.
Concludo, infine, informando gli onorevoli interroganti che a conferma dell'impegno già avviato dal Governo nella tematica in parola, nelle more delle altre misure necessarie, di cui si è fatto rapido cenno, con particolare riferimento ai nuovi criteri di riparto del Fondo, il Ministero della salute ha di recente effettuato un Accordo operativo con l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata per la definizione di una metodologia di revisione del sistema di ripartizione regionale del finanziamento del Servizio sanitario nazionale su dati di bisogno sanitario della popolazione e la definizione di strumenti per la rideterminazione del fabbisogno sanitario regionale standard.”

La deputata Doriana Sarli (M5s) è intervenuta in replica dichiarando di non aspettarsi il superamento del cosiddetto superticket con l'attuale manovra di bilancio; ha tenuto a precisare, tuttavia, che non in tutte le Regioni viene garantito un uguale accesso alle cure. In particolare, nella sua Regione, la Campania, le difficoltà di accesso e le lunghe liste d'attesa rendono difficilmente esigibile il diritto alla salute. Il superticket ha, inoltre, determinato un maggior ricorso alla sanità privata e si è rivelato uno strumento non in grado di sanare i bilanci regionali.
Infine, ha sottolineato, poi, che occorre rivedere i criteri di riparto del Fondo di 60 milioni stanziato dalla Legge di Bilancio n. 205 del 2017 per la riduzione della quota fissa sulla ricetta, a partire dal 2018, ricordando che attualmente, per una serie di fattori, oltre l'80 per cento di esse è destinato alle Regioni del Nord, creando così ulteriori sperequazioni tra le diverse aree del Paese.