Camera dei Deputati – 5-05261 - Interrogazioni sul rafforzamento del programma «Transizione 4.0» che prevede l' estensione fino al 31 dicembre 2022 della disciplina del credito d' imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi.

Camera dei Deputati – 5-05261 - Interrogazioni a risposta in Commissione presentata il 13 gennaio 2021.

 — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

la legge 30 dicembre 2020, n. 178, recante la legge di bilancio 2021, all'articolo 1, commi da 1051 a 1063 e al comma 1065, prevede, nell'ambito di un più ampio rafforzamento del programma «Transizione 4.0», l'estensione fino al 31 dicembre 2022 della disciplina del credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, potenziando e diversificando le aliquote agevolative, incrementando le spese ammissibili e ampliandone l'ambito applicativo;

secondo la citata normativa, possono accedere al credito d'imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, ivi incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito;

viene altresì anticipata la decorrenza dell'innovata disciplina al 16 novembre 2020 ed è prevista una estensione fino al 30 giugno 2023, qualora entro il 31 dicembre 2022 risulti accettato dal venditore il relativo ordine e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione;

l'articolo 1, comma 1052, della citata legge di bilancio prevede l'esclusione dall'accesso al beneficio: a) per le imprese in stato di crisi (in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale ovvero altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, dal codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni); b) per le imprese destinatarie di sanzioni interdittive derivanti dalla violazione delle norme sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche espressamente indicate dall'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, ovvero: a) l'interdizione dall'esercizio dell'attività; b) la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito; c) il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; d) l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi; e) il divieto di pubblicizzare beni o servizi –:

quale sia la corretta interpretazione della norma, da ultimo novellata dalla legge di bilancio 2021, in merito alla possibilità di accesso al credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi da parte delle imprese destinatarie di sanzioni interdittive in particolare se intenda chiarire se l'applicazione della sanzione interdittiva escluda in generale la possibilità di accesso al beneficio, ovvero se l'esclusione operi per il solo periodo di interdizione o per l'intero anno fiscale durante il quale l'interdizione produce effetti.
(5-05261)

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