Tav: Ue chiede a Italia chiarimenti entro luglio.

25.06.2019 Ansa BRUXELLES - L'Italia e la Francia devono chiarire entro luglio se e come intendono portare avanti il progetto Tav altrimenti rischiano di perdere i fondi ancora a disposizione e di dover restituire i 120 milioni già ricevuti. Questa l'indicazione raccolta dall'Ansa a Bruxelles dopo il colloquio telefonico che nei giorni scorsi si è svolto tra la commissaria Ue responsabile per i Trasporti, Violeta Bulc, e il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli.

Da parte della Commissione, a quanto si è appreso, è stato chiesto all'Italia di indicare "con chiarezza e rapidamente" se si punta a un prolungamento del Grant agreement poichè appare evidente che i lavori che dovevano essere completati entro la fine dell'anno - ed a fronte dei quali è stato sono stati stanziati fondi europei per un totale di circa 813 milioni di euro - non lo saranno. Per questo tipo di aiuti destinati a sostenere la realizzazione delle grandi opere infrastrutturali, si ricorda a Bruxelles, vige un principio che si applica a tutti i progetti in tutti i Paesi: o si utilizzano, oppure si perdono. Già a marzo la Commissione aveva scritto a tutti i Paesi interessati (sono decine le opere avviate in giro per l'Europa) chiedendo di fare il punto della situazione. Questo nella prospettiva di chiedere e ottenere eventualmente un prolungamento dell'applicazione del Grant agreement fino a un massimo di due anni.

Ora è tornata alla carica perchè il suo obiettivo è quello di non lasciare inutilizzate risorse preziose e richiestissime: basti pensare che le domande di finanziamento che arrivano a Bruxelles superano in alcuni casi anche di cinque volte le disponibilità di cassa. Quindi Bruxelles, con i fondi non utilizzati, vorrebbe arrivare a indire nuovi bandi in autunno per poter poi allocare le risorse a metà 2020. Nel caso del progetto Tav, finora i fondi europei allocati (813 milioni) coprono circa il 40% del costo della prima parte delle opere previste. Di questi 120 sono già stati erogati, mentre l'esborso dei restanti è subordinato allo stato di avanzamento dei lavori, a partire dai bandi di gara. In assenza di una richiesta di proroga del Grant agreement, non solo non sarà versata la seconda tranche, ma sarà chiesta anche la restituzione di quanto già erogato.