Codice appalti - Camera - Aula - Informativa urgente del Presidente del Consiglio dei ministri in ordine alle valutazioni della Commissione europea in relazione alla manovra di bilancio per il 2019.

Nella seduta di giovedì 22 novembre, l’Aula della Camera si è riunita per l’Informativa urgente in titolo.

Il Presidente del Consiglio dei ministri, il Prof. Giuseppe Conte, ha incominciato la relazione rammentando gli ultimi eventi. L'Italia, in data 13 novembre, ha inviato il documento programmatico di bilancio rivisto, che è stato oggetto di valutazione nella riunione del collegio dei commissari del 21 novembre. L'opinione espressa dalla Commissione, in quest'ultima occasione, è un giudizio sulla conformità del documento programmatico di bilancio al braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita. Il braccio preventivo prevede che un Paese con un rapporto tra debito e PIL superiore al 60 per cento debba migliorare il suo saldo strutturale di una percentuale superiore allo 0,5 per cento del PIL quando l'economia è in condizioni cicliche normali. Pertanto, la piena conformità avrebbe richiesto all'Italia un aggiustamento dello 0,6 per cento del PIL del suo saldo strutturale.

Il 13 luglio 2018 l'Eurogruppo aveva raccomandato all'Italia per l'anno a venire, il 2019, un miglioramento del saldo dello 0,6 per cento del PIL, contenendo la crescita della spesa netta primaria entro lo 0,1 per cento. Secondo l'opinione della Commissione, il documento programmatico di bilancio rivisto prevede, invece, un deterioramento del saldo strutturale dello 0,9 per cento nel 2019, allontanando il Paese dal conseguimento dell'obiettivo di medio termine, cioè il valore del saldo strutturale che garantisce l'equilibrio del bilancio.

Conviene precisare che la procedura per deficit eccessivo è regolata dall'articolo 126 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e mentre alcuni di questi passaggi sono puntualmente specificati altri restano indefiniti nei tempi e nei modi.

Forse conviene riassumerne anche i tratti essenziali. L'opinione espressa dalla Commissione il 21 novembre deve essere sottoposta, per una discussione e un esame, alla riunione del Comitato economico e finanziario, che formula un parere entro due settimane. La Commissione, se ritiene che in uno Stato membro esista o possa determinarsi in futuro un disavanzo eccessivo, trasmette il parere allo Stato membro interessato e ne informa l'Ecofin. Su questo passaggio non vi sono tempistiche e procedure precisamente definite.

L'Ecofin, su proposta della Commissione e considerate le osservazioni che lo Stato membro interessato ritenga di formulare, decide, dopo una valutazione globale, se esiste un disavanzo eccessivo, ai sensi dell'articolo 126, paragrafo 6, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e anche per questa fase tempi e modi non sono puntualmente definiti.

Una volta che l'Ecofin ha deciso che esiste un disavanzo eccessivo, su raccomandazione della Commissione adotta a sua volta, senza indebito ritardo, le raccomandazioni allo Stato membro, al fine di far cessare tale situazione entro un determinato periodo.

La prima opportunità offerta per intervenire nella procedura, quindi, è quella relativa alle controdeduzioni, che il Governo potrà formulare a beneficio dell'Ecofin, in merito alla raccomandazione della Commissione.

Il Governo si è riservato di predisporre una replica ben articolata ed esaustiva allo scopo di illustrare i programmi e le misure che il Governo ha adottato e ha intenzione di adottare. L’obiettivo immediato è l'accelerazione degli investimenti e alla possibile rimodulazione di alcuni interventi previsti dalla legge di bilancio.

Sugli investimenti, ha ricordato che il Governo sta per adottare, in via definitiva, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che ripartisce le risorse, pari ad un ammontare di circa 36 miliardi, del Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese.

Contestualmente, il Governo sta già lavorando al decreto di ripartizione dei fondi stanziati per il 2019, dando priorità a quei progetti che sono fermi esclusivamente per mancanza di fondi. Sono sufficienti poco più di 900 milioni per garantire la messa in opera di infrastrutture del valore di quasi 2 miliardi di euro. Tra questi interventi assumono una priorità assoluta quelli contro il dissesto idrogeologico. Le spese per questi interventi dovranno essere considerate nel quadro delle regole di flessibilità già previste dalla normativa europea.

L'impulso alla crescita sarà anche assicurato da una strategia integrata che punta sulla ripresa della produttività attraverso l'accumulazione di capitale. Al centro del progetto ci sono gli investimenti pubblici, che devono essere concepiti come strumento per favorire e incoraggiare quelli privati.

A questo si aggiunge un vasto piano di revisione e di semplificazione dell'assetto normativo che regola i rapporti fra i privati e fra privati e pubblica amministrazione. È in fase di avanzata trattazione il disegno di legge in materia di contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, ma è anche in elaborazione un disegno di legge di delega legislativa di ampia portata in materia di contratti pubblici, come pure un analogo disegno di legge di delega di semplificazione e di codificazione di vari settori di attività, in modo da pervenire a un quadro regolatorio più certo ed efficiente.

Di particolare impatto sull'economia sarà l'imminente e definitiva adozione del decreto legislativo che riforma, in modo sistematico e organico, la materia dell'insolvenza e delle procedure concorsuali.

Ha ribadito, inoltre, che il Governo ha già messo in campo azioni finalizzate a favorire una rapida discesa del debito attraverso la dismissione di asset che ovviamente non siano strategici già nel 2019, per un valore pari a circa l'1 per cento del PIL.

Ancora, ribadiremo che il Governo ha già previsto strumenti di stretto monitoraggio, con cadenza anche infrannuale, della spesa, allo scopo di garantire il rispetto assoluto del rapporto deficit-PIL nell'anno prossimo, il 2019.

In particolare, il Governo ha raccolto con molto favore le raccomandazioni in materia di politiche attive del lavoro, puntando in concreto alla modernizzazione dei centri per l'impiego, cardine di ogni credibile strategia per il reinserimento delle persone nel circuito produttivo, a cui sono state destinate risorse per un miliardo di euro nel 2019.

È in linea con le raccomandazioni dell'Ecofin l'azione di potenziamento della ricerca, grazie all'assunzione di mille nuovi ricercatori. Il potenziamento del numero di magistrati e del personale dei tribunali è una delle precondizioni per la riduzione della durata dei processi civili e penali, come raccomanda l'Ecofin. Abbiamo anche raccolto la raccomandazione relativa agli sforzi per la riduzione dell'economia sommersa, con i provvedimenti sulla pace fiscale e quelli in materia di fatturazione elettronica, che sono contenuti nella legge di stabilità e in altri provvedimenti.

Poiché la divergenza con le raccomandazioni dell'Ecofin riguarda la previsione dei numeri di finanza pubblica, in particolare del profilo del deficit e del debito per il prossimo triennio, ha ribadito come l’Esecutivo confidi che le argomentazioni che verranno fornite saranno oggetto di attenta valutazione e meditazione da parte dei membri dell'Ecofin.

 

Nell’ambito degli interventi dei rappresentanti dei gruppi, ha preso la parola per primo il deputato Francesco D’Uva (M5s). Egli ha sottolineato che non è arrivata nessuna sanzione. In realtà, tocca al Consiglio europeo, eventualmente, decidere se c'è la sanzione o meno. Il Presidente Conte saprà farsi valere ai tavoli europei enunciando la bontà della Manovra di bilancio.

Il progetto europeo può essere salvato solo con le politiche di crescita, con la lotta alla povertà e il rilancio degli investimenti, con la riduzione della pressione fiscale e la tutela delle piccole e medie imprese. A tal proposito si è chiesto per quale ragione dei politici stranieri che occupano ruoli chiave nelle istituzioni europee vogliono imporre al Governo italiano un suicidio assistito. L’obiettivo è risollevarsi con una manovra espansiva che permetta all’Italia di alzare il PIL e ai suoi cittadini di trovare la serenità necessaria per vivere nel Paese più bello del mondo.

Il deputato Riccardo Molinari (L-SP) ha ricordato il duplice obiettivo nell’ambito del Parlamento: da una parte, bisogna esprimere le proprie opinioni e dare degli indirizzi al Governo, per il proseguo della sua azione, ma, dall'altra, vi è anche il compito importante di cercare di far capire meglio le cose e di tranquillizzare quei 60 milioni di italiani che stanno guardando con apprensione a quello che sta succedendo.

A seguito dell’ulteriore lettera che contestava la manovra, il Governo ha cercato anche di abbassare il 2,4 per cento per la prossima legge di bilancio prevedendo 5 miliardi di investimenti per il dissesto idrogeologico, per dare risposte a quelle centinaia di migliaia di italiani che sono stati colpiti dalle alluvioni rivendicando semplicemente il diritto, come Paese, di poter investire quanto meno sulla sicurezza dei cittadini.

Ebbene, nonostante ciò, è giunta una risposta negativa da parte della Commissione europea. Dalla Commissione europea viene contestato il fatto di avere fatto delle scelte politiche all'interno della manovra e di voler liberare 15 miliardi di investimenti in tre anni; viene contestato il fatto che, con questa manovra, si voglia abbassare l'età pensionabile, iniziare a superare la riforma Fornero con la quota 100, al limite dei 62 anni, come se questa fosse un'operazione fuori da ogni logica e un qualcosa che non esiste in nessun altro Paese europeo.

Ebbene, per questi motivi, pur capendo le preoccupazioni della società civile, ha ricordato la serietà del Governo e della maggioranza nel perseguimento dell’obiettivo di una politica diversa in Europa.

Ha concluso chiedendo al Presidente del Consiglio di andare avanti a dialogare con la Commissione europea.

Il deputato Pietro Carlo Padoan (Pd) ha lamentato come il Presidente del Consiglio non abbia raccontato nulla di che cosa il Governo intenda fare. Come afferma la Commissione europea, l’Italia ha invertito il cammino di aggiustamento strutturale: non l'austerità, ma è il risanamento e la stabilità che hanno protetto i risparmi, che guarda caso adesso sono sotto attacco per l'incompetenza del Governo. Ha interrotto, e lo sta facendo per esplicita ammissione, il processo di riforma strutturale, volendo smantellare quello che è stato fatto. Quindi la responsabilità di quello che sta succedendo, la responsabilità di aver portato il Paese in queste condizioni è pienamente nelle mani della maggioranza.

Ciò che preoccupa è la riduzione dello spazio fiscale con annunci che si ripercuotono in danni per tutta l’economia. La presente Legge di bilancio è il segno che le scelte fatte sono sbagliate per il Paese.

Il deputato Renato Brunetta (FI-BP), in apertura di intervento, ha rammentato che la Commissione europea ha avviato contro l'Italia una procedura di infrazione per debito eccessivo e che si sarebbe aspettato dal signor Presidente del Consiglio parole di verità a questo riguardo, magari anche una qualche autocritica; ha affermato di aver ascoltato invece un incomprensibile lessico burocratese, da azzeccagarbugli, fatto per non far capire nulla a nessuno. E questo è tanto più grave perché l'Europa ha bocciato l'Italia. Ha manifestato la sua preoccupazione per il fatto che i capitali dall'Italia stiano fuggendo a ritmi di decine e decine di miliardi alla settimana. Sono state fatte anche alcune stime, 200-250 miliardi dall'inizio di questo Governo; la borsa è in caduta continua: capitalizzazione di borsa, 150-200 miliardi persi; i rendimenti sui titoli pubblici sono raddoppiati, più che raddoppiati in questi ultimi sei mesi; gli indici di borsa sono crollati del 30-40 per cento.

A fronte di un Paese che aveva cominciato a riprendersi, i cui fondamentali si stavano rafforzando, la dose di incertezza finalizzata a conquistare consenso sta distruggendo tutto. La Manovra di bilancio non rappresenta la soluzione, ma il problema in quanto è fatta solo di spesa corrente per sussidi e gli investimenti sono la quota minimale della manovra.

Ha concluso l’intervento incitando il Presidente del Consiglio a cambiare la Manovra in quanto l’Italia sta rimanendo sempre più isolata in Europa.

Il deputato Guido Crosetto (Fdi) ha espresso la sua preoccupazione poiché il Parlamento non affronta questioni che gli altri Paesi reputano fondamentali quali ad esempio le terre rare, ovvero quei materiali su cui si costruirà la ricchezza nei prossimi vent'anni e di cui la Cina dispone dell'80 per cento; sono i superconduttori con cui si realizzerà l'intelligenza artificiale, i supercalcolatori, con cui verranno immagazzinati i dati nel futuro e create quelle professioni che ora, per il 75 per cento, non esistono.

Non si può affermare che il miglioramento dei Centri per l’impiego rappresentano intervento che può avere un effetto sulla spesa.

I centri per l'impiego vanno chiusi e rifatti e nessuno può migliorarli in un anno in quanto l'idea stessa del centro dell'impiego va smontata.

Sulla ricerca: mille ricercatori in più non avranno effetto. L'effetto ce l'avrà una multinazionale che decide di trasferire e investire qua 2, 3, 4, 5, 10, 200 miliardi sulla ricerca. Le industrie italiane trasferiscono la sede in Lussemburgo. L'ultima è stata la Campari, una grande multinazionale italiana, di una famiglia italiana.

Allora, è necessario porsi i temi di trattenere gli investimenti italiani,di puntare in ricerca, sviluppo, formazione, di usare parole di cui parla il mondo.

Il deputato Federico Fornaro (Leu) ha asserito che si sarebbe aspettato dal Presidente del Consiglio un altro tipo di intervento. In questo momento non serve al Paese un’informativa burocratica, ma serve recuperare credibilità sui mercati e riaprire un dialogo che deve esserci con l'Unione europea. Ha invitato il Governo a cambiare impostazione nei rapporti con l’Europa poiché altrimenti il Paese finirà nel baratro provocando, al contempo, la delusione di chi ha assegnato il consenso elettorale a tale maggioranza.

La deputata Betarice Lorenzin (MISTO-CP-A-PS-A) ha constatato come la strada per la procedura di infrazione è aperta. Dalla nascita di questo Governo lo spread è schizzato e ormai si attesta sopra quota 300 stabilmente. I numeri della manovra sono stati bocciati praticamente da tutti gli osservatori, ritenuti non credibili. Ma, soprattutto, tutti dicono che la manovra non è espansiva e che l'Italia non crescerà. Questa manovra ha ottenuto un risultato unico: ha unito i sindacati e tutte le categorie produttive audite in un'unica voce. Ma, soprattutto, è stata bocciata dai mercati, dai risparmiatori italiani e dalle tante famiglie che avranno anche votato i partiti del Governo gialloverde ma si sono veduti bene dal comprare i BTP all'asta chiusa, che ha registrato il peggior numero di sempre, rendendo plastica la paura del baratro dei risparmiatori e la diffidenza verso le politiche governative.

Ha invitato il Presidente Conte a trovare la sintesi tra due programmi inconciliabili e incompatibili con i conti dello Stato italiano prima che sia troppo tardi.

Il deputato Manfred Schullian (MISTO-MIN.LING.) ha espresso la sua preoccupazione per come il suo Governo sta gestendo una fase cruciale per tutto il Paese. La preoccupazione non si limita ai rapporti con l'Europa, ma si estende, in maniera decisa, anche alla malcelata conflittualità interna alla coalizione di Governo, resa evidente dell'uso di toni sempre più aggressivi. In politica lo stile è sostanza e l'utilizzo di certi toni, di certe espressioni e di certi modi proietta all'estero l'immagine di un Paese inaffidabile e instabile. Un vulnus alla credibilità internazionale dell’Italia. C’è l'impressione che la comunicazione abbia sostituito la discussione politica: le parole prevalgono sui fatti. È necessario un immediato cambio di rotta, linguistico è sostanziale, per riprendere un confronto costruttivo con l'Europa e trovare una soluzione comune che salvaguardi la nostra dignità, ma non metta in pericolo l’economia italiana.

Il deputato Bruno Tabacci (MISTO-+E-CD) è intervenuto per ricordare come non abbia presentato personalmente emendamenti alla Legge di bilancio a causa di un rifiuto radicale della impostazione del Governo. Ha espresso l'augurio di un confronto positivo con Juncker evidenziando che se non fossero trascesi nella polemica, anche personale, sarebbe stato meglio per tutto il Paese.