Risposta ad interrogazione a risposta scritta n. 003809-17 su Sviluppo e sostenibilità dei porti marittimi

In data 12 febbraio 2018 è pervenuta la risposta all’interrogazione a risposta scritta n. 003809-17 su Sviluppo e sostenibilità dei porti marittimi presentata dall’eurodeputato Michela Giuffrida (S&D).

Per il testo dell’interrogazione

Il 74 % dei beni importati ed esportati dall'Unione europea dal e verso il resto del mondo transita attraverso i porti marittimi (COM(2013) 295 final). Un dato che mostra chiaramente come porti e città portuali siano uno dei pilastri del commercio del mercato interno dell'Unione.

Recenti studi hanno tuttavia messo in luce che la presenza di aree portuali non sempre può portare diretti benefici economici alle città e aree urbane limitrofe. Questo fenomeno conduce invece frequentemente alla chiusura e all'abbandono delle strutture portuali che vengono lasciate al degrado. D'altra parte, la presenza di strutture portuali ha importanti ricadute dal punto di vista ambientale. L'inquinamento delle acque, dell'aria, acustico, nonché la produzione di rifiuti legati alle attività portuali, influisce negativamente sulla salubrità delle aree urbane circostanti.

Tenuto conto del ruolo strategico dei porti marittimi per città e intere regioni, grazie ai quali anche piccole realtà locali possono accedere a un mercato più ampio, e vista la loro importanza per il mercato interno dell'Unione europea, si chiede alla Commissione:

  • in che modo intende sostenere lo sviluppo e la sostenibilità dei porti marittimi e delle loro aree urbane?
  • Quali programmi ha avviato per il recupero delle aree portuali abbandonate?

 

Per il testo della risposta

Nel 2013 la Commissione ha proposto una strategia volta allo sviluppo della competitività dei porti marittimi e un piano d'azione comprendente misure legislative e non legislative(1). Gli investimenti nelle infrastrutture portuali sono fondamentali per la coesione territoriale dell'UE, e sono quindi stati sostenuti tra il 2000 e il 2013(2). Sono stati messi a disposizione fondi anche per il periodo 2014-2020(3) mediante i Fondi strutturali e d'investimento europei e il meccanismo per collegare l'Europa. Al fine di ricevere investimenti, i porti devono dimostrare la loro sostenibilità sia economica che ambientale. Il sostegno dell'UE è disponibile anche per migliorare le connessioni dei porti con l'entroterra (ad esempio con le aree urbane della regione) e con altri modi di trasporto (ad esempio la ferrovia).

Per quanto riguarda il recupero delle aree portuali abbandonate, i Fondi strutturali e d'investimento europei possono essere utilizzati per dare nuova vita ai porti e alle aree circostanti attraverso strumenti territoriali quali gli investimenti territoriali integrati a sostegno delle strategie urbane per le città portuali. È possibile avere accesso a ulteriori finanziamenti attraverso la Banca europea per gli investimenti, anche con il sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici, a condizione che i progetti siano conformi ai criteri di cui al regolamento (UE) 2015/1017. Anche i programmi transfrontalieri hanno finanziato lo sviluppo sostenibile dei porti(4). Più a lungo termine, nell'ambito del programma Orizzonte 2020 è stato lanciato l'invito a presentare proposte «The Port of the Future»(5). Esso mira a promuovere collegamenti avanzati ed efficienti e integrazione nell'ambiente socioeconomico industriale e urbano circostante(6). Infine, il regolamento di recente adozione sui porti dell'UE [regolamento (UE) 2017/352] e l'estensione del regolamento generale di esenzione per categoria [regolamento(UE) n. 651/2014] migliorano le condizioni finanziarie per gli investimenti nei porti.

(1)

Comunicazione della Commissione — Porti: un motore per la crescita [COM(2013) 295 final].

(2)

L'UE ha fornito 3 miliardi di EUR nel periodo 2000-2006, e nel periodo 2007-2013 ha investito nei porti 3,8 miliardi di EUR mediante diversi programmi dell'UE, il 91 % dei quali mediante il FESR e il FC. Dal 2009 la Banca europea per gli investimenti ha inoltre fornito 2,18 miliardi di EUR in prestiti a progetti portuali.

(3)

Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo di coesione (FC) prevedono lo stanziamento di circa 2 miliardi di EUR per progetti portuali, mentre il MCE prevede un ulteriore stanziamento di circa 2 miliardi di EUR.

(4)

Ad esempio il progetto «Duurzame Zeehavens» (Porti marittimi sostenibili).

(5)

http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/h2020/topics/mg-7-3-2017.html.

(6)

A sostegno dello sviluppo urbano intelligente delle città portuali.