Interrogazione a risposta scritta n. 003423-18 su Illiceità nell'affidamento di un appalto.

Risposta ad Interrogazione a risposta scritta n. 003423-18 su illiceità nell'affidamento di un appalto (cita ANAC)

In data 11 settembre 2018 è pervenuta la risposta all’interrogazione a risposta scritta n. 003423-18 su Illiceità nell'affidamento di un appalto presentata dall’eurodeputato Fulvio Martusciello (PPE).

 

Per il testo dell’interrogazione:

La legalità è a tempo. Così sembra alla luce delle vicende occorse alla Florida 2000 srl, vittima di scelte del Consiglio di Stato. In sede collegiale, il Supremo Consesso, infatti, respingeva, per asserita tardività, istanza di sospensione, formulata a margine di un giudizio per revocazione straordinaria, con la quale la società in questione contestava una evidente illiceità nell'affidamento di un contratto di appalto di pulizie. In sede interinale, la richiesta di sospensione era stata invece accolta sulla base di una prima valutazione di documenti contenuti in una delibera ANAC ed esprimendo una dura reprimenda sia nei confronti della impresa affidataria (Romeo Gestioni S.P.A.) sia nei riguardi della stazione appaltante (AORN «A. Cardarelli»). L'abbaglio revocatorio nel quale è incorso il Collegio si concentra sulla sola valutazione dei termini processuali (tra l'altro non lineare), senza dare rilevanza a un contesto di palese violazione del diritto riferibile alla procedura di gara in questione.

Considerando che i pilastri della regolamentazione degli appalti nell'UE sono trasparenza e leale concorrenza tra gli operatori, può la Commissione far sapere come è possibile che il presunto non rispetto di tempistiche processuali possa annientare principi fondamentali dell'UE e giustificare situazioni di chiara illiceità in ordine all'affidamento di appalti?

 

Per il testo della risposta:

La previsione di termini giudiziari, compresi i termini per la presentazione di richieste di sospensione, è in linea di principio compatibile con il diritto dell'UE.

I diritti delle imprese in materia di giustizia nel settore degli appalti pubblici sono disciplinati dalla direttiva 89/665/CEE(1). Sulla base delle informazioni disponibili in questa fase, non è possibile formulare ulteriori osservazioni sul caso in questione alla luce delle pertinenti disposizioni in materia di appalti pubblici.

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(1)

Direttiva 89/665/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all'applicazione delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori (GU L 395 del 30.12.1989, pag. 33), quale modificata in particolare dalla direttiva 2007/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2007, e dalla direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014.