Camera dei Deputati - 7-00504 - Risoluzione sul piano nazionale del rientro in sicurezza a scuola.

Camera dei Deputati - 7-00504 - Risoluzione in Commissione presentata il 30 giugno 2020.

La VII Commissione,

premesso che:

la pandemia da COVID-19 sta mettendo e metterà a dura prova il nostro Paese, con pesanti riflessi, molti ancora da valutare nella loro entità e complessità, in campo economico e sociale;

in particolare, il sistema dell'istruzione si è trovato ad affrontare situazioni imprevedibili fino a poche settimane fa, sia con la completa chiusura delle attività didattiche in presenza, sia, adesso, con la programmazione di una fase di ripartenza delle attività scolastiche a settembre prossimo con tutte le cautele richieste dalla necessità di evitare ogni ulteriore occasione di diffusione del virus sulla base di dettagliati protocolli di comportamento;

il sistema scolastico italiano ha peraltro mostrato un'eccezionale capacità di impegno e di resilienza nell'affrontare l'emergenza, in modo da non far perdere agli studenti mesi di studio vista l'impossibilità di frequentare «in presenza» le scuole;

famiglie, docenti e dirigenti scolastici in questo «tempo di quarantena» hanno compiuto uno sforzo prima impensabile per far fronte all'emergenza, offrendo una grande opportunità in termini di sperimentazione, ricerca didattica e flessibilità;

la sospensione della attività scolastiche in presenza e i limiti della didattica a distanza rilevati in questi mesi chiedono con forza soluzioni che garantiscano la sicurezza sanitaria e, al tempo stesso, tengano in particolare considerazione alcuni obiettivi che questi mesi di emergenza hanno reso indifferibili: il contrasto alla diseguaglianza attraverso una scuola inclusiva che permetta lo sviluppo pieno delle potenzialità di ciascuno, la ricostruzione di ambienti di apprendimento che accompagnino gli studenti nel reinserimento in contesti a cui sentano di appartenere e in cui ricostruire la trama di relazioni che hanno lasciato prima del COVID-19;

in vista del rientro a scuola a settembre è necessario rassicurare insegnanti, studenti e famiglie che il sistema scolastico si attrezzerà, con risorse adeguate stanziate dal Ministero, per porre le condizioni che garantiscano una formazione di qualità agli studenti e dando supporto al lavoro dei docenti;

la proposta formativa che prevede l'utilizzo di spazi scolastici ed extra-scolastici necessita di essere integrata in una medesima cornice didattica;

va rivolta una specifica attenzione educativa e didattica agli alunni con bisogni educativi speciali e a quelli che presentano un elevato rischio di dispersione;

per insegnanti e dirigenti scolastici va previsto un piano di supporto operativo e di formazione elaborato in collaborazione con uffici scolastici regionali, università, associazioni professionali e terzo settore, che assicuri soluzioni in grado di formare, aggiornare e consolidare le competenze dei docenti e dei dirigenti scolastici, che li accompagni nell'impegno difficile e inedito che li attende, non solo un aggiornamento sulle tecnologie per la didattica a distanza, quanto piuttosto un supporto alle professionalità scolastiche alla luce di quanto è successo in questi mesi,

impegna il Governo

affinché il piano nazionale del rientro in sicurezza a scuola si concretizzi in azioni efficaci e mirate, ad adottare iniziative per:

a) prevedere uno stanziamento economico adeguatamente dimensionato, non solo nei termini di potenziamento tecnologico, ma anche e soprattutto per la formazione del personale scolastico e per il coinvolgimento di operatori del terzo settore a supporto delle attività scolastiche ed extra-scolastiche, destinando l'aumento delle risorse anche attraverso progetti specifici, pianificati in base alle necessità dei singoli istituti, anche con reperimento e utilizzo di fondi europei (Pon e Por);

b) mettere in sicurezza gli stabili e sanificare i locali interni;

c) riorganizzare presidi sanitari in ogni istituto scolastico per garantire la salute;

d) verificare la capienza per classe di ogni istituzione scolastica, in modo da prevedere, mantenendo il distanziamento previsto, il limite massimo di studenti;

e) garantire la massima sicurezza sanitaria delle mense scolastiche per salvaguardare la loro valenza educativa, sociale e culturale;

f) prevedere forme di detrazione fiscale per le spese educative effettuate dalle famiglie, attribuendo loro il valore di pubblica utilità;

g) assicurare una stretta e proficua collaborazione con enti locali e terzo settore, allocando le risorse necessarie per la riprogettazione del tempo scuola;

h) garantire per le famiglie servizi integrati all'attività scolastica;

i) affermare il coordinamento tra scuole dell'infanzia statali e scuole dell'infanzia comunali;

l) avviare tavoli di lavoro per individuare le agenzie culturali e le realtà del terzo settore che possono risultare più idonee a svolgere un'azione educativa sinergica rispetto alla scuola, sia rispetto alla tipologia di servizio offerto che alle competenze presenti fra i suoi operatori;

m) avviare e potenziare la stipula di accordi con strutture e associazioni sociali, culturali e sportive con cui le scuole di diverso ordine e grado possano costruire un partenariato formativo virtuoso;

n) innovare la didattica, superando i limiti di una scuola trasmissiva e schiacciata sui contenuti, messi in luce in modo evidente nell'esperienza della didattica a distanza, promuovendo stili di insegnamento, di lavoro e di studio «diversi e nuovi», ripensando i curricoli, le possibili modalità organizzative e i criteri e gli strumenti per la valutazione;

o) investire nella flessibilità dell'autonomia scolastica, indispensabile per la ripresa della didattica scolastica «in presenza», adattando le diverse soluzioni alle nuove esigenze che l'emergenza ha evidenziato, che non consentiranno più di prevedere un'unica ipotesi organizzativa e metodologica, in considerazione della grande disomogeneità territoriale e locale, nonché della specificità di ogni «contesto scuola», in coerenza con le indicazioni generali del sistema nazionale di istruzione e nel rispetto della libertà di insegnamento, affinché si possano programmare, pianificare ed adottare misure adeguate alle attuali esigenze, ma all'interno di una precisa cornice d'azione definita dal Ministero a livello nazionale;

p) prevedere la definizione di «patti educativi territoriali» o di comunità, che implichino una stretta e proficua collaborazione tra scuole, enti locali e terzo settore, al fine di definire delle più ampie comunità educanti che rispondano al bisogno di flessibilità ed ampliamento del tempo e dello spazio necessari per la ripartenza della scuola;

q) prevedere un adeguato aumento delle risorse umane in termini di organico per riuscire a programmare tutte le attività didattiche previste, in previsione della possibilità di un aumento del numero delle classi a causa del numero massimo di alunni;

r) sostenere il corpo docente nella riapertura della scuola a settembre, prevedendo uno stanziamento economico adeguatamente dimensionato non solo nei termini di potenziamento tecnologico, ma anche per predisporre un piano di formazione che assicuri agli insegnanti gli strumenti e le soluzioni tecnologiche utili alla ricerca di nuove strategie didattiche per l'erogazione della didattica in forma blended ove necessaria;

s) prevedere una particolare attenzione nella predisposizione di ambienti, risorse e impianto organizzativo per i soggetti con disabilità e bisogni speciali attraverso la presenza di personale specializzato di supporto commisurata ai bisogni amplificati dal gap creato dall'emergenza COVID-19.
(7-00504)

 

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