Camera dei Deputati- 7-00351 –7-00384 - 7-00385 - Risoluione sull'attuazione della strategia italiana per la banda ultralarga. Approvate e riformulate in n. 8-00057, n. 8-00058 e testo approvato della risoluzione n. 7-00385.

Camera dei Deputati- 7-00351 – Risoluzione in Commissione presentata il 22 ottobre 2019.

La IX Commissione,

premesso che:

la situazione infrastrutturale italiana nell'ambito delle coperture delle reti di accesso next generation network (Ngn) mostra evidenti ritardi rispetto agli altri Paesi europei e agli obiettivi fissati dall'Agenda digitale europea e dal Governo italiano;

gli obiettivi del piano strategico banda ultra larga italiano prevedono ben l'85 per cento della popolazione raggiunta da una infrastruttura capace di garantire connettività ad almeno 100 Mbps entro il 2020;

il citato «Piano di investimenti per la diffusione della banda ultralarga», approvato ad integrazione della Strategia italiana per la banda ultralarga del 3 marzo 2015, prevede degli «incentivi alla domanda (voucher) per incrementare il numero dei sottoscrittori di servizi ad almeno 100 Mbps»;

con la delibera del Cipe n. 71 del 2017, sono stati assegnati al Ministero dello sviluppo economico ben 1,3 miliardi di euro (a valere sul fondo sviluppo e coesione) a sostegno della domanda di servizi di connettività a banda ultra larga (600 milioni di euro per il 2020 e 700 milioni per il 2021) a favore dei clienti finali;

la copertura in Italia con tecnologie che abilitano connessioni ad oltre 100 Mbps è pari al 22 per cento, rispetto ad una media europea del 58 per cento:

con riferimento alla penetrazione della banda larga fissa sopra i 100 Mbps, in Italia si registra un valore pari a circa il 5 per cento delle abitazioni rispetto ad una media europea intorno al 15 per cento;

si ritiene imprescindibile la necessità di colmare il divario digitale esistente nel nostro Paese, specie con riguardo ai servizi di connessione ad alta velocità;

è stato accolto dal Governo pro tempore l'ordine del giorno n. 9/1807-AR/149, nell'ambito dell’iter di conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi,

impegna il Governo:

ad adottare iniziative per introdurre quanto prima degli incentivi – nella forma di voucher destinati ai clienti finali o di sconto sul prezzo di acquisto o attivazione o, comunque, nella forma economicamente più idonea ed efficiente – per l'attivazione di servizi di connessione alla rete internet ad almeno 100 Mbps in download;

ad adottare iniziative volte a prevedere che tali incentivi siano usufruibili in particolare da cittadini e piccole e medie imprese attualmente privi di collegamento alla banda ultralarga e – nel rispetto del principio di neutralità tecnologica – siano variabili in funzione della tecnologia impiegata e dei costi effettivamente sostenuti per l'attivazione dei servizi di connessione.
(7-00351)

 

Camera dei Deputati

Giovedì 5 dicembre 2019

Trasporti, poste e telecomunicazioni (IX)

 

RISOLUZIONI

  Mercoledì 4 dicembre 2019. — Presidenza del presidente Alessandro MORELLI. — Interviene la sottosegretaria di Stato per lo sviluppo economico Mirella Liuzzi.

  La seduta comincia alle 16.30.

Sull'ordine dei lavori.

Alessandro MORELLIpresidente, propone, concorde la Commissione, di procedere a un'inversione nell'ordine del giorno della seduta odierna, nel senso di procedere, dapprima, al seguito della discussione delle risoluzioni 7-00351 Capitanio, 7-00384 Zanella, 7-00385 Scagliusi sull'attuazione della strategia italiana per la banda ultralarga, passando quindi agli altri punti all'ordine del giorno.

7-00351 Capitanio, 7-00384 Zanella, 7-00385 Scagliusi: Sull'attuazione della strategia italiana per la banda ultralarga.
(Seguito della discussione congiunta e conclusione – Approvazione delle risoluzioni n. 8-00057, n. 8-00058 e n. 7-00385).

La Commissione prosegue la discussione congiunta delle risoluzioni 7-00351 Capitanio e 7-00384 Zanella, rinviata nella seduta del 3 dicembre 2019.
Avverto che è stata assegnata alla Commissione la risoluzione Scagliusi, Bruno Bossio, Nobili, Stumpo ed altri n. 7-00385 che, vertendo su analoga materia, è discussa congiuntamente alle risoluzioni Capitanio 7-00351 e Zanella 7-00384.

Emanuele SCAGLIUSI (M5S) illustra sinteticamente la risoluzione a sua prima firma, sottoscritta anche dai colleghi del Partito Democratico, di Italia Viva e di Liberi e Uguali, volta a impegnare il governo ad adottare le iniziative più idonee per sostenere i clienti finali nell'acquisto dei servizi di connessione alla rete internet, a prevedere che le misure incentivanti siano fruibili per i cittadini, per le piccole e medie imprese, per gli istituti scolastici pubblici statali e per i centri per l'impiego attualmente privi di collegamento a banda ultralarga, e a prevedere che, nel rispetto del principio della neutralità tecnologica, misure variabili in funzione della tecnologia impiegata e dei costi effettivamente sostenuti per l'attivazione dei servizi di connessione.

Massimiliano CAPITANIO (LEGA) esprime soddisfazione per la condivisione dei contenuti della risoluzione a sua prima firma, dichiarando altresì di condividere gli impegni contenuti nelle altre risoluzioni assegnate. Più in generale, auspica che il governo possa assumere iniziative concrete sui criteri di ripartizione dei voucher, anche in vista della prossima riunione del CoBUL.

Federica ZANELLA (FI) ribadisce l'importanza di interventi sulle «aree grigie» che comprendono anche aree industriali dove operano imprese che devono essere competitive rispetto a quelle operanti in altre aree del paese. Con riferimento alle modalità di gara ritiene altresì opportuno pervenire alla definizione di lotti di dimensioni inferiore, coinvolgendo un numero maggiore di operatori al fine di diversificare il rischio e adottando soluzioni che diano maggiori certezze ai cittadini e alle imprese utenti.

Antonello GIACOMELLI (PD) nel condividere i contenuti della risoluzione a prima firma del collega Scagliusi, sottoscritta anche dai rappresentanti degli altri gruppi di maggioranza, ritiene che il voucher sia uno strumento pensato anche per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalle istituzioni europee; evidenzia al riguardo che mentre per le famiglie l'incentivo previsto per sostenere i costi della connessione possa essere determinante, per le imprese l'elemento forse non determinante è proprio quello della connessione alla rete. Sottolinea quindi l'opportunità di prevedere anche altri strumenti per favorire la digitalizzazione dei processi produttivi, al fine di non trascurare l'obiettivo di sostenere il settore produttivo, strumenti che peraltro necessiterebbero di ulteriori risorse finanziarie. Si tratta di una antica discussione sull'utilità dello strumento del voucher.
Dopo essersi soffermato sul principio della neutralità tecnologica, evidenzia che lo strumento del voucher non deve essere utilizzato per andare contro la diffusione della fibra ma deve essere opportunamente calibrato.

Diego DE LORENZIS (M5S), nel preannunciare il voto pienamente convinto del Movimento 5 Stelle sulla risoluzione di maggioranza, esprime forte apprezzamento in generale per il contenuto di tutte le risoluzioni presentate che riguardano l'attuazione del Piano per la banda ultralarga, favorendo altresì la diffusione dei servizi digitali innovativi.
Ricorda, al riguardo, che l'Italia secondo gli indicatori DESI sta cominciando a risalire la graduatoria dei paesi più digitalizzati e ritiene che gli impegni previsti nelle risoluzioni siano certamente funzionali per superare il divario digitale. Al contempo si ritiene convinto della necessità di un attento monitoraggio da parte del governo al fine di modulare propriamente il sostegno alla domanda anche indirizzandolo ad esigenze diverse.
Auspicando quindi che non si tratti di un sostegno una tantum, sollecita la rappresentante del governo qui presente, che ringrazia per la disponibilità, ad una rapida attuazione degli impegni previsti nelle risoluzioni al fine di accelerare i conseguenti adempimenti.

Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) ritiene che la Commissione con l'approvazione di queste risoluzioni stia svolgendo un ottimo lavoro anche sulla base delle criticità emerse nel corso delle audizioni svolte anche nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul 5G.
Desidera ringraziare, in particolare, il collega Capitanio per le sollecitazioni su un tema così rilevante che la maggioranza ha voluto raccogliere. Si tratta a questo punto di comprendere come si sviluppi la seconda parte della Strategia nazionale verificando l'attuazione dei bandi già aggiudicati, al fine di garantire la realizzazione delle previste infrastrutture ed il superamento del divario digitale presente in alcune aree del Paese. Certamente lo strumento del voucher si può modulare meglio affinando la concreta attuazione sulla base delle effettive esigenze dei beneficiari che forse non sono completamente sovrapponibili. Per quanto riguarda la questione della neutralità tecnologica, ritiene che tale aspetto sia connesso fortemente all'attuazione della seconda fase della Strategia nazionale anche al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi che l'Europa ha previsto a favore delle imprese e dei cittadini.

La sottosegretaria Mirella LIUZZI, nel ribadire il forte impegno del ministero dello sviluppo economico per assicurare la realizzazione e il completamento delle infrastrutture, condivide la rilevanza del tema delle cosiddette «aree bianche» e l'importanza di un attento monitoraggio sulla fase di attuazione della seconda parte della Strategia nazionale.
Conferma quindi che il CoBUL si riunirà il prossimo 19 dicembre e dovrà comprendere come strutturare lo strumento dei voucher, anche in base alla tipologia degli utenti e dei destinatari al fine di garantire effettivamente il superamento del divario digitale.
Passando ad esprimere il parere sulle risoluzioni in discussione, esprime parere favorevole sulla risoluzione Capitanio 7-00351, a condizione che in entrambi gli impegni sia previsto l'esplicito riferimento al CoBUL come sede idonea all'adozione delle misure concrete di erogazione dei voucher.
Per quanto riguarda la risoluzione a prima firma Zanella 7-00384, nel condividere l'opportunità di lotti di gara di dimensione più ridotta, propone una limitata modifica all'impegno volto a prevedere che il governo «valuti l'opportunità» di adottare iniziative volte a prevedere tale modalità di gara. Esprime infine parere favorevole sulla risoluzione a prima firma Scagliusi 7-00385.

Massimiliano CAPITANIO (LEGA) accoglie la riformulazione proposta dalla rappresentante del Governo sulla risoluzione a sua prima firma.

Federica ZANELLA (FI) accoglie la riformulazione proposta dalla rappresentante del Governo, ringraziandola per aver condiviso la sua considerazione circa l'opportunità dello spacchettamento delle gare in più lotti.

La Commissione, con distinte votazioni, approva la risoluzione Capitanio ed altri n. 7-00351, come da ultimo riformulata, che assume il numero 8-00057 (vedi allegato 1), la risoluzione Zanella ed altri n. 7-00384, come da ultimo riformulata, che assume il numero 8-00058 (vedi allegato 2), nonché la risoluzione Scagliusi ed altri n. 7-00385 (vedi allegato 3).

  La seduta termina alle 16.50.

 

7-00351 Capitanio: Sull'attuazione della strategia italiana per la banda ultralarga.

NUOVO TESTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE

 La IX Commissione,
premesso che:
 la situazione infrastrutturale italiana nell'ambito delle coperture delle reti di accesso next generation network (Ngn) mostra evidenti ritardi rispetto agli altri Paesi europei e agli obiettivi fissati dall'Agenda digitale europea e dal Governo italiano;
gli obiettivi del piano strategico banda ultra larga italiano prevedono ben l'85 per cento della popolazione raggiunta da una infrastruttura capace di garantire connettività ad almeno 100 Mbps entro il 2020;
il citato «Piano di investimenti per la diffusione della banda ultralarga», approvato ad integrazione della Strategia italiana per la banda ultralarga del 3 marzo 2015, prevede degli «incentivi alla domanda (voucher) per incrementare il numero dei sottoscrittori di servizi ad almeno 100 Mbps»;
con la delibera del Cipe n. 71 del 2017, sono stati assegnati al Ministero dello sviluppo economico ben 1,3 miliardi di euro (a valere sul fondo sviluppo e coesione) a sostegno della domanda di servizi di connettività a banda ultra larga (600 milioni di euro per il 2020 e 700 milioni per il 2021) a favore dei clienti finali;
la copertura in Italia con tecnologie che abilitano connessioni ad oltre 100 Mbps è pari al 22 per cento, rispetto ad una media europea del 58 per cento:
con riferimento alla penetrazione della banda larga fissa sopra i 100 Mbps, in Italia si registra un valore pari a circa il 5 per cento delle abitazioni rispetto ad una media europea intorno al 15 per cento;
si ritiene imprescindibile la necessità di colmare il divario digitale esistente nel nostro Paese, specie con riguardo ai servizi di connessione ad alta velocità;
è stato accolto dal Governo pro tempore l'ordine del giorno n. 9/1807-AR/149, nell'ambito dell'iter di conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi,

impegna il Governo:

ad adottare iniziative, in sede di CoBUL, per introdurre quanto prima degli incentivi – nella forma di voucher destinati ai clienti finali o di sconto sul prezzo di acquisto o attivazione o, comunque, nella forma economicamente più idonea ed efficiente – per l'attivazione di servizi di connessione alla rete internet ad almeno 100 Mbps in download;
ad adottare iniziative, in sede di CoBUL, volte a prevedere che tali incentivi siano usufruibili in particolare da cittadini e piccole e medie imprese attualmente privi di collegamento alla banda ultralarga e – nel rispetto del principio di neutralità tecnologica – siano variabili in funzione della tecnologia impiegata e dei costi effettivamente sostenuti per l'attivazione dei servizi di connessione.
(8-00057) CapitanioMaccantiCecchettiDoninaGiacomettiMorelliRixiTombolatoZordan.

 

7-00384 Zanella: Sull'attuazione della strategia italiana per la banda ultralarga.

NUOVO TESTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La IX Commissione,
premesso che:
il 3 marzo 2015 il Governo ha approvato la «Strategia italiana per la banda ultralarga», che ha l'obiettivo di contribuire a ridurre il gap infrastrutturale e di mercato esistente, attraverso la creazione di condizioni più favorevoli allo sviluppo integrato delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili, e rappresenta il quadro nazionale di riferimento per le iniziative pubbliche a sostegno dello sviluppo delle reti a banda ultra larga in Italia, al fine di soddisfare gli obiettivi fissati dall'Agenda digitale europea entro il 2020;
la prima fase dell'attuazione della Strategia riguarda le aree a fallimento di mercato definite «aree bianche» presenti sull'intero territorio nazionale;
in particolare, il Governo ha scelto di sostenere, tramite fondi nazionali (Fsc) e fondi comunitari (Fesr e Feasr, assegnati dalle regioni al Ministero dello sviluppo economico in base ad un accordo quadro Stato-regioni) un modello ad «intervento diretto», autorizzato dalla Commissione europea ai sensi della disciplina sugli aiuti di Stato;
l'intervento consiste nel costruire una rete di proprietà pubblica che verrà messa a disposizione di tutti gli operatori che vorranno attivare servizi verso cittadini ed imprese. L'intervento pubblico in tali aree è ritenuto necessario per correggere disuguaglianze sociali e geografiche generate dall'assenza di iniziativa privata da parte delle imprese e consentire, pertanto, una maggiore coesione sociale e territoriale mediante l'accesso ai mezzi di comunicazione tramite la rete a banda ultra larga;
l'attuazione della Strategia è affidata al Ministero dello sviluppo economico, che si avvale della società in house Infratel Italia s.p.a. e comprende i seguenti obiettivi:
la copertura ad almeno 100 Mbps fino all'85 per cento della popolazione;
la copertura ad almeno 30 Mbps della restante quota di popolazione;
la copertura ad almeno 100 Mbps di sedi ed edifici pubblici (scuole, ospedali e altro), delle aree di maggior interesse economico e concentrazione demografica, delle aree industriali, delle principali località turistiche e degli snodi logistici;
nella realizzazione del piano il territorio nazionale è stato suddiviso in 94.645 aree territoriali di riferimento a loro volta raggruppati in 4 tipologie di cluster di intervento a seconda del livello di coinvolgimento pubblico necessario per il raggiungimento dell'obiettivo prefissato, con i cluster C e D corrispondenti alle «aree bianche», prevedendo specificamente che nel cluster C rientrino le aree nelle quali è prevedibile o è previsto un co-investimento dei privati solo a fronte della concessione di incentivi, e che nel cluster D rientrino le aree nelle quali non vi sono le condizioni per investimenti privati neanche a fronte della concessione di incentivi;
le risorse destinate alla realizzazione del piano sono state individuate in quelle del Fondo sviluppo e coesione (Fsc) per il ciclo di programmazione 2014-2020, nel limite di 3,5 miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi di euro sono assegnati per interventi di immediata attivazione. Le risorse complessive destinate al piano banda ultra larga potranno ulteriormente essere integrate con ulteriori 1,4 miliardi di euro con successivi provvedimenti normativi;
la prima gara del valore di 3 miliardi di euro è stata assegnata a giugno 2017 per l'Abruzzo, il Molise, l'Emilia-Romagna, la Lombardia, la Toscana e il Veneto. La seconda gara d'appalto è stata assegnata a novembre 2017 e riguarda il lancio di reti a fibra ottica nelle regioni Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia e la provincia autonoma di Trento. La terza e ultima gara per la fornitura di infrastrutture a banda larga in aree rurali non servite e svantaggiate del valore di 103 milioni di euro è stata lanciata nell'aprile 2018 e copre le regioni Calabria, Puglia e Sardegna. In tutte le gare il soggetto aggiudicatario è risultato essere Open Fiber;
al 4 Novembre 2019 il progetto banda ultra larga risulta in grave ritardo rispetto alle tempistiche preventivate; su 5.554 comuni interessati dagli interventi solo in 5 di essi i lavori sono stati terminati definitivamente, con la rete collaudata e operativa. In altri 310 comuni i lavori sono stati ultimati, ma non è ancora stato effettuato il collaudo di funzionalità. In 1.614 comuni i lavori sono in corso, con 220 comuni in cui si attende l'approvazione del progetto esecutivo e 474 in cui il concessionario Open Fiber ha avviato la richiesta di autorizzazione. Nei restanti 3.625 comuni i lavori non sono stati ancora avviati;

il cluster B corrisponde alle cosiddette «aree grigie» e congiuntamente al cluster A ricomprende circa il 65 per cento della popolazione italiana e a questi cluster saranno destinate circa il 50 per cento del volume di risorse complessive definito dalla strategia, utilizzabili sia per le infrastrutture che per gli incentivi all'utente finale;
all'interno delle «aree grigie» si trovano circa 7.000 aree industriali ove sono ubicate la maggior parte delle piccole e medie imprese italiane che ad oggi sono prive di connessione in fibra oltre 30 Mbps. Il divario digitale produce una forte incidenza sulla competitività delle imprese, in particolare in campo internazionale ove imprese di altri Paesi hanno più facilità di accesso a connessioni ultraveloci, fondamentali anche per cogliere le nuove potenzialità messe a disposizione del mercato dal cosiddetto internet delle cose (Internet of things). In dette aree è dunque necessario realizzare in tempi adeguati l'infrastrutturazione della banda ultra larga, evitando i ritardi registrati nelle aree bianche,

impegna il Governo:

a valutare l'opportunità di adottare iniziative per individuare modalità di gara riguardanti lotti di dimensione inferiore rispetto a quelli delle «aree bianche» di cui ai cluster C e D, coinvolgendo un numero più ampio di operatori nelle attività di installazione della fibra;
ad adottare iniziative per prevedere l'erogazione di voucher, nell'ambito delle risorse stanziate dalla delibera Cipe 71/2017, da destinare a piccole e medie imprese e singoli cittadini al fine di favorire e incentivare l'accesso ai servizi di connessione alla rete internet ad almeno 100 Mbps.
(8-00058) ZanellaMulèSozzaniBergaminiPentangeloRosso.

 

7-00385 Scagliusi: Sull'attuazione della strategia italiana per la banda ultralarga.

TESTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La IX Commissione,
premesso che:
il nostro Paese è fortemente in ritardo nel processo di digitalizzazione e infrastrutturazione digitale; l'indice Desi, l'indice di digitalizzazione dell'economia e della società 2019, mette in luce questo ritardo mettendo il nostro Paese al 24mo posto fra i 28 Stati membri dell'Unione europea. Il piano Strategico per la banda ultralarga è coordinato dalla Presidenza del Consiglio tramite il comitato per la diffusione della banda ultralarga (Cobul), composto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero dello sviluppo economico, Infratel e AgID (Agenzia per l'Italia digitale), che ha definito la strategia nazionale e ne monitorerà la corretta attuazione;
gli obiettivi che si perseguono con questa strategia sono i seguenti: la copertura ad almeno 100 Mbps fino all'85 per cento della popolazione; la copertura ad almeno 30 Mbps della restante quota di popolazione; la copertura ad almeno 100 Mbps di sedi ed edifici pubblici delle aree di maggior interesse economico e concentrazione demografica, delle aree industriali, delle principali località turistiche e degli snodi logistici;
tra gli obiettivi definiti per stimolare l'accesso degli utenti alla banda ultralarga si prevedono anche incentivi alla domanda (voucher) per aumentare esponenzialmente il numero di connessioni ad almeno 100 Mbps;
tali obiettivi risultano in linea con quelli espressi dall'Agenda digitale europea sulla banda ultra larga e sono declinati correttamente in relazione alle peculiarità del nostro Paese;
il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il 18 novembre 2019, ha firmato il decreto che ricostituisce il Cobul e affida alla Ministra per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano, la Presidenza che sarà orientata a lavorare per rilanciare i lavori nelle aree bianche e sbloccare i fondi per le aree grigie del Paese e i voucher per la connettività di cittadini e piccole e medie imprese;
le aree grigie sono quelle dove si concentra il maggior numero di imprese e dunque quella più strategiche da cablare. Attualmente nel nostro Paese gli accessi ultrabroadband su rete fissa sono composti per l'82 per cento della clientela residenziale e solo per il 17,8 per cento da quella commerciale, segmento che include sia le imprese sia la pubblica amministrazione. Le connessioni di questi ultimi vanno per l'80 per cento a 30 Mb/s, mentre solo il 16,2 per cento va a 100 Mb/s,

impegna il Governo:

a dare l'impulso necessario per fare partire in modo rapido ed efficace la seconda fase della strategia nazionale per la banda ultra larga al fine di rendere al più presto tangibili i progressi che si stanno strutturando per la digitalizzazione del Paese;
ad adottare iniziative per introdurre tutte le misure che si ritengano più idonee e performanti per sostenere i clienti finali nell'acquisto dei servizi di connessione alla rete internet che siano ad almeno 100 Mbps in download;
ad adottare iniziative per prevedere che le misure incentivanti siano fruibili per i cittadini, per le piccole e medie imprese, per gli istituti scolastici pubblici statali e per i centri per l'impiego attualmente privi di collegamento a banda ultralarga e, nel rispetto del principio della neutralità tecnologica, siano variabili in funzione della tecnologia impiegata e dei costi effettivamente sostenuti per l'attivazione dei servizi di connessione.
(7-00385) «ScagliusiBruno BossioNobiliStumpoBarbutoLuciano CantoneCarinelliChiazzeseDe GirolamoDe LorenzisFicaraGrippaMarinoRaffaPaolo Nicolò RomanoSerritellaSpessottoTermini».