Camera dei Deputati - 5-04228 -Interrogazione sulle misure a sostegno dello spettacolo dal vivo e sulla promozione della diffusione culturale. RISPOSTA

Camera dei Deputati - 5-04228 -Interrogazione a risposta immediata in commissione presentata il 24 giugno 2020.

Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. — Per sapere – premesso che:

la sospensione degli eventi e delle manifestazioni culturali, delle attività cinematografiche, dello spettacolo da vivo nonché la chiusura di tutti i luoghi della cultura in conseguenza dello stato di emergenza da Covid-19 hanno messo in seria difficoltà il settore della cultura la cui sopravvivenza dipende direttamente dall'affluenza di pubblico;

il 18 maggio 2020 hanno potuto riaprire i luoghi della cultura, mentre dal 15 giugno hanno riaperto le attività dello spettacolo e del cinema, ma, ciò nonostante, non tutti gli enti hanno riaperto, in quanto il rispetto delle disposizioni in materia di distanziamento non permette di coprire i costi delle produzioni, soprattutto per le strutture private;

alcune forme di spettacolo, quali i concerti dal vivo, difficilmente possono essere fruiti nel rispetto delle norme sul distanziamento con forte nocumento per tutto il settore della musica;

il lockdown, per molti operatori e artisti, rischia di diventare permanente, considerato che gli effetti sul settore e sulla possibilità dei cittadini di frequentare i luoghi della cultura e di fruire di contenuti culturali si dispiegheranno ancora a lungo;

il Fondo unico per lo spettacolo (Fus) rappresenta il principale strumento di sostegno pubblico alte attività dello spettacolo, ma non tutti i soggetti che operano nel settore ricevono sovvenzioni a valere sul Fus;

si aggiunga a questo che, in base alla normativa vigente, l'assegnazione delle risorse avviene su base triennale e, in relazione al progetto e alla rilevanza culturale della produzione; nell'erogazione dei contributi si assiste, soprattutto nel settore dello spettacolo dal vivo, al finanziamento non tanto del progetto quanto dei soggetti che, di fatto, sono sempre gli stessi;

tutto il settore culturale, compreso quello dell'editoria libraria, risulta fortemente in crisi, ma la tenuta culturale di un Paese è fondamentale anche alla luce delle ricadute che questa dispiega sull'occupazione, sulla crescita economica, sulla coesione sociale e sul benessere della popolazione –:

quali iniziative concrete e urgenti intenda adottare a sostegno dello spettacolo dal vivo e di altre forme di espressione artistica e culturale e dei lavoratori del settore che sono tra i meno garantiti da forme contrattuali stabili, anche prevedendo il riconoscimento di detrazioni per le spese culturali sostenute dai cittadini e l'estensione dell'«art bonus» a tutte le forme di espressione dello spettacolo, così da costruire un progetto di lungo periodo a sostegno del settore e di promuovere l'alfabetizzazione culturale e la diffusione della cultura con interventi nelle scuole e tra i cittadini.
(5-04228)

CAMERA DEI DEPUTATI

Giovedì 25 giugno 2020

Cultura, scienza e istruzione (VII)

INTERROGAZIONI

  Giovedì 25 giugno 2020. — Presidenza del presidente Luigi GALLO. — Interviene la sottosegretaria di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo Anna Laura Orrico.

  La seduta comincia alle 14.20.

5-04228 Aprea: Sulle misure a sostegno dello spettacolo dal vivo e sulla promozione della diffusione culturale.

Luigi CASCIELLO (FI) illustra l'interrogazione in titolo.

La sottosegretaria Anna Laura ORRICO risponde all'interrogazione nei termini riportati in allegato (vedi allegato 9).

Luigi CASCIELLO (FI), replicando, si dichiara non soddisfatto della risposta. Ricorda che gli operatori dello spettacolo, circa 290.000 lavoratori, sono ridotti ormai alla fame e che, dei tanti milioni annunciati a loro sostegno, è arrivato poco o nulla. Sottolinea che il Ministero ha più volte assicurato attenzione per il settore, tuttavia essa sembra concretizzarsi solo in risorse per il FUS. Le risorse del FUS però vanno ad enti, non a lavoratori. E gli enti spesso devono impiegarle in primo luogo per risolvere le loro situazioni debitorie. Sottolinea, inoltre, che il Governo, in sede di esame del decreto «rilancio» non ha accolto nessun emendamento presentato dal suo gruppo in favore degli operatori del settore. Dopo aver evidenziato che lo spettacolo dal vivo non può essere sostenuto soltanto attraverso un incremento del FUS – le cui risorse, come è noto, vengono ripartite sempre in favore delle stesse associazioni – conclude ribadendo ampia insoddisfazione e manifestando una forte preoccupazione per il futuro del settore.

 La seduta termina alle 15.45.

5-04228 Aprea: Sulle misure a sostegno dello spettacolo dal vivo e sulla promozione della diffusione culturale.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

L'Onorevole Aprea, unitamente ad altri onorevoli colleghi del medesimo Gruppo, ha richiesto quali iniziative il Ministero intenda adottare a sostegno dello spettacolo dal vivo e delle altre forme di espressione artistica e culturale.
L'Italia è stato tra i primi paesi in Europa a muoversi con misure di sostegno dei lavoratori del settore, con diversi interventi in questa direzione. In particolare con il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, cd. «Decreto Rilancio» al Titolo VIII sono previste norme di carattere emergenziale relative alla cultura, data l'urgente necessità di far fronte, soprattutto in tali settori, ai danni subiti a causa della diffusione del Covid-19. Misure che vanno ad aggiungersi alle altre di carattere speciale già disposte coi i precedenti provvedimenti d'urgenza.
In particolare, gli articoli 183, 184 e 185 del c.d. «Decreto rilancio» sono quelli dedicati al settore culturale.
L'articolo 183, specificatamente, incrementa la dotazione del Fondo per le emergenze dedicato ai settori dello spettacolo, del cinema e dell'audiovisivo, da 130 a 245 milioni di euro e istituisce un Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali, con una dotazione di 210 milioni di euro per l'anno 2020, per il sostegno al settore delle librerie, dell'intera filiera dell'editoria e dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, oltre che per il ristoro delle perdite derivanti dall'annullamento di spettacoli, fiere, congressi e mostre. Inoltre prevede un anticipo del contributo del FUS in favore degli organismi, diversi dalle fondazioni lirico-sinfoniche, finanziati a valere sul Fondo stesso, per il triennio 2018-2020, pari all'80 per cento dell'importo riconosciuto per l'anno 2019 e la possibilità di utilizzare le risorse loro erogate per l'anno 2020 a valere sempre sul Fondo unico dello spettacolo anche per integrare le misure di sostegno del reddito dei propri dipendenti.
Per quanto riguarda, invece, il cd. art bonus, viene estesa la misura del credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura anche ai complessi strumentali, alle società concertistiche e corali, ai circhi e agli spettacoli viaggianti, al fine di non lasciare indietro alcun comparto della filiera culturale nazionale.
A tali misure, già oggi vigenti, in sede di conversione del decreto-legge ”Rilancio” il Governo ha dato parere favorevole ad alcuni emendamenti migliorativi che prevedono l'estensione di queste misure di sostegno anche alle industrie fonografiche ed editoriali musicali.
Tra gli emendamenti approvati vi è infine una previsione a favore dei consumatori che consiste nel rimborso della spesa sostenuta per l'acquisto di biglietti di concerti di musica leggera laddove la prestazione originariamente programmata dell'artista sia stata poi annullata senza rinvio ad altra data. È in corso di valutazione una precisazione ulteriore diretta a stabilire che, in caso di rinvio, la nuova data debba essere comunque compresa nel periodo di validità del voucher eventualmente emesso.
Concludo sottolineando che tutte queste misure hanno come unico obiettivo quello di sostenere tempestivamente e fattivamente il settore della cultura, in tutte le sue diverse forme di espressione.

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