Camera dei Deputati - 4-04697 – Interrogazione sul progetto di scissione parziale di Banca del Fucino s.p.a. per incorporazione in via totalitaria nella controllante Igea Banca.

Camera dei Deputati - 4-04697 – Interrogazione a risposta scritta presentata il 12 febbraio 2020.

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

Igea Banca, società per azioni fondata nel 2015 avente sede legale e direzione generale a Roma ed associata all'Associazione bancaria italiana (Abi), è oggi operativa con quattro filiali (Roma, Palermo, Catania e Bronte) e la compagine sociale è costituita prevalentemente da soggetti appartenenti a diversi ordini professionali, enti istituzionali e da alcuni selezionati imprenditori per un totale di circa mille soci;

dai dati di bilancio del 2018 sono impiegati presso l'istituto bancario 82 dipendenti tra dirigenti, quadri direttivi e impiegati ed è stato annunciato un progetto di scissione parziale di Banca del Fucino s.p.a. – presente nel Lazio, Abruzzo, Marche e Lombardia con oltre trecento dipendenti – per incorporazione in via totalitaria nella controllante Igea Banca;

nelle scorse settimane Igea Banca avrebbe assunto 3 dipendenti di cui uno a tempo indeterminato e 2 a tempo determinato, che – secondo quanto riportato da organi di stampa –, dopo qualche giorno, sarebbe stato richiesto a due dipendenti con contratto a tempo indeterminato di rassegnare le dimissioni, altresì specificando che, in assenza delle stesse, si sarebbe proceduto al licenziamento senza poter accedere alla possibilità di reintegrazione;

nonostante la mostrata disponibilità alla mobilità sull'intero territorio nazionale ed in qualunque ruolo da parte dei dipendenti a rischio, Igea Banca avrebbe formalizzato il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, per ragioni relative all'organizzazione dell'attività imprenditoriale sfruttando un vuoto legislativo senza l'attivazione della prevista procedura di confronto con le organizzazioni sindacali in deroga al contratto collettivo nazionale Abi;

dalle cronache di questi giorni è in evidente crisi il fronte occupazionale del comparto bancario ed assicurativo aggravato dal forte ridimensionamento aziendale annunciato da UniCredit s.p.a. e che, specie in assenza di un serio tavolo di confronto con il Governo, con le preposte autorità, con le associazioni di categoria e con i sindacati, avrà un impatto determinante sugli assetti lavorativi e sulle oltre sessanta filiali – di cui dieci in Sicilia – a rischio di chiusura con grave pregiudizio per seimila dipendenti –:

di quali elementi dispongano i Ministri interrogati in relazione ai fatti esposti in premessa;

alla luce delle criticità che emergono dai casi in questione, se e quali iniziative di competenza, anche normative, intendano assumere affinché venga garantita la piena trasparenza e legittimità di operazioni come quelli di cui in premessa che comportano una riduzione dei livelli occupazionali, si colmino i vuoti legislativi e vengano tutelati i posti di lavoro nel rispetto dei contratti collettivi e delle normative vigenti.

(4-04697)