Camera dei Deputati – 4-03863 – Interrogazione sulla pericolosità dei pesticidi usati per contrastare la xylella fastidiosa.

Camera dei Deputati – 4-03863 – Interrogazione a risposta scritta presentata il 18 ottobre 2019.

Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

in un'intervista rilasciata sulla «La Gazzetta del Mezzogiorno», il sottosegretario Giuseppe L'Abbate, richiama l'attenzione sull'utilizzo di pesticidi imposti per legge per l'ipotetico controllo della diffusione della xylella fastidiosa in Puglia. Lo stesso afferma di aver «sempre rispettato l'evolversi della ricerca scientifica» e sostiene l'utilità dei pesticidi per «uccidere le sputacchine, gli insetti vettori della patologia», dichiarando che «il principio attivo autorizzato è lo stesso che ritroviamo nei prodotti utilizzati nelle città italiane contro le zanzare», ad avviso dell'interrogante, sminuendone la pericolosità;

il riferimento è ai piretroidi, per i quali ampi e autorevoli studi (ad esempio Canadian Health Measures Survey, PELAGIE mother-child cohort study, VHEMBE cohort study) hanno documentato effetti sanitari negativi nell'essere umano, primi fra tutti le alterazioni comportamentali e dello sviluppo neuro-cognitivo nei bambini. La ricerca scientifica ha anche permesso di identificare la pericolosità dell'acetamiprid, l'altro pesticida neonicotinoide imposto in Puglia insieme ai piretroidi in deroga alle disposizioni vigenti, non citato dal sottosegretario, vietato in Francia da aprile 2018 per gli effetti devastanti sull'ambiente e capace di generare poricolosi effetti biologici (alterazioni istologiche epatiche e spleniche, alterazioni riproduttive e dello sviluppo embrionale), anche a concentrazioni basse;

sul controllo della xylella l'Efsa ribadiva, nel 2015, che «L'uso intensivo di trattamenti insetticidi per limitare la trasmissione della malattia e il controllo dell'insetto vettore può avere conseguenze dirette e indirette sull'ambiente, modificando intere catene alimentari con conseguenze a cascata, a vari livelli trofici. Ad esempio, si guarda con grande preoccupazione all'attuale impatto indiretto dei pesticidi sull'impollinazione»;

gli esperti mondiali di xylella (Sicard, Almeida) nel 2018 affermavano che «l'uso di insetticidi, anche qualora efficace, non è sempre necessario e giustificabile economicamente per la bassa efficacia e gli alti costi», riportando esperienze pregresse a sostegno di questa affermazione. Gli stessi affermavano anche che «utilizzare queste sostanze significa non rendersi conto dell'effetto biocida sugli insetti utili, dell'alterazione dell'ecosistema, degli effetti negativi amplificati dall'abuso degli altri insetticidi, della possibile comparsa di resistenze a quelle sostanze, che le renderebbero rapidamente inefficace»;

l'inutilità dei trattamenti pesticidi imposti per legge, a distanza di alcuni mesi dai trattamenti eseguiti (maggio-giugno), è confermata dagli ultimi rilievi eseguiti dalla regione Puglia (11 settembre 2019) che hanno dimostrato livelli di insetto vettore costanti nella zona cuscinetto; gli insetti vettori sono presenti nella zona contenimento e vi sono «catture crescenti rispetto ai valori precedenti» nella zona infetta, dove si è anche rilevato «un incremento percentuale d'individui positivi a xylella fastidiosa (infetti) rispetto alle determinazioni effettuate nei rilievi precedenti»;

ad oggi nessuna informazione aggiornata è stata fornita sui livelli di contaminazione da piretroidi e neonicotinioidi di suolo, falde acquifere e prodotti agricoli, non è stato misurato l'impatto ecologico globale dei trattamenti pesticidi, né viene monitorata in maniera adeguata la presenza di «insetti utili» (ad esempio impollinatori) nella stessa area –:

se e quali iniziative i Ministri interrogati intendano adottare per garantire anche in Puglia il diritto alla salute dei cittadini, alla tutela dell'ambiente e della biodiversità, nonché il rispetto di tutte le evidenze scientifiche disponibili;

se e quali iniziative il Governo intenda adottare, per quanto di competenza, per evitare che pericolose informazioni in tale ambito siano incentivate e diffuse da parte di chi, diffondendo certi messaggi, mette a rischio la salute pubblica e il territorio;

se e quali iniziative di competenza i Ministri interrogati intendano adottare per porre fine a una discriminazione territoriale che – tramite il «decreto Martina» prima e il «decreto emergenze» poi – fa sì che sul territorio italiano vi siano intere popolazioni costrette a subire irrorazioni di sostanze tossiche, in danno delle acquisizioni della scienza e del rispetto di diritti Costituzionali.
(4-03863)