Camera dei Deputati - 3-02007 - Interrogazione sulle misure a favore degli studenti per colmare il divario formativo e rimediare ad eventuali disagi causati dal prolungamento della didattica a distanza in relazione all' emergenza sanitaria. RISPOSTA

Camera dei Deputati - 3-02007 - Interrogazione a risposta immediata in Assemblea presentata il 13 gennaio 2021.

 — Al Ministro dell'istruzione . — Per sapere – premesso che:
il periodo emergenziale derivante dalla pandemia da COVID-19 ha comportato una pletora di scelte organizzative all'interno delle istituzioni scolastiche tali da assicurare elevati standard di sicurezza sanitaria, al fine di permettere la frequenza in presenza degli studenti e delle studentesse nonché quella dell'intero personale scolastico;
molte regioni hanno imposto – nonostante la certosina organizzazione delle istituzioni scolastiche e le ingenti risorse umane ed economiche investite per la ripresa dell'attività didattica in presenza – la chiusura delle scuole e l'utilizzo della didattica a distanza;
ancor di più, nonostante i molteplici decreti del Presidente del Consiglio dei ministri che si sono susseguiti nel periodo emergenziale avessero previsto almeno la frequenza in presenza degli alunni della scuola dell'infanzia e del primo ciclo, diversi presidenti di regione hanno deciso diversamente creando, a parere degli interroganti, un danno enorme nella formazione culturale degli alunni;
molteplici e autorevoli studi scientifici, invece, hanno confermato che la scuola non è da annoverarsi tra i luoghi in cui si sviluppano focolai. In particolare, un recentissimo studio effettuato da un gruppo di ricercatori ha incrociato dati del Ministero dell'istruzione, banche dati, Istituto superiore di sanità e regionali dal 14 settembre al 7 novembre 2020 sul 97 per cento delle scuole italiane, ovvero 7,3 milioni studenti e 770 mila insegnanti. E il risultato emerso evidenzia un ruolo tutt'altro che decisivo della scuola ai fini del contagio della seconda ondata COVID-19;
quindi, risulta difficilmente giustificabile per famiglie, alunni e personale scolastico il perdurare della chiusura delle aule scolastiche e il mancato ritorno degli alunni delle scuole secondarie di secondo grado in presenza, nonostante l'accordo sottoscritto tra il Governo e i presidenti di regione che il 23 dicembre 2020 all'unanimità avevano concordato di riaprire i cancelli il 7 gennaio 2021;
autorevole letteratura scientifica segnala preoccupanti divari formativi che l'uso prolungato della didattica a distanza sta provocando agli studenti e gravissimi danni psicologici e relazionali correlati all'uso prolungato dell'isolamento derivante dalla didattica a distanza –:
quali interventi il Ministro interrogato intenda adottare a tutela degli studenti per prevenire eventuali gap formativi e disagi derivanti dall'emergenza epidemiologica in corso. (3-02007)

CAMERA DEI DEPUTATI

Mercoledì 13 gennaio 2021

Misure a favore degli studenti per colmare il divario formativo e rimediare ad eventuali disagi causati dal prolungamento della didattica a distanza in relazione all'emergenza sanitaria 

PRESIDENTE. La deputata Rosalba Cimino ha facoltà di illustrare l'interrogazione Vacca ed altri n. 3-02007 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmataria.

ROSALBA CIMINO (M5S). Presidente, gentile Ministro, il periodo emergenziale derivante dalla pandemia da COVID-19 ha comportato delle scelte organizzative all'interno delle istituzioni scolastiche tali da assicurare elevati standard di sicurezza sanitaria, al fine di permettere la frequenza in presenza degli studenti e delle studentesse, nonché quella dell'intero personale scolastico. Molte regioni hanno imposto, nonostante ciò e le risorse umane ed economiche investite per la ripresa dell'attività didattica in presenza, la chiusura delle scuole e l'utilizzo della DAD. Nonostante i molteplici decreti del Presidente del Consiglio avessero previsto almeno la frequenza in presenza degli alunni della scuola dell'infanzia e del primo ciclo, hanno deciso diversamente molte regioni; eppure molteplici studi scientifici hanno confermato che la scuola non è da annoverarsi tra i luoghi in cui si sviluppano focolai. In particolare, secondo un recentissimo studio effettuato dal 14 settembre al 7 novembre, sul 97 per cento delle scuole italiane, ovvero 7,3 milioni di studenti e 770 mila insegnanti,…

PRESIDENTE. Concluda.

ROSALBA CIMINO (M5S). …il risultato emerso evidenzia un ruolo tutt'altro che decisivo della scuola ai fini del contagio: risulta quindi difficilmente giustificabile la chiusura delle aule scolastiche e il mancato ritorno degli alunni delle scuole secondarie di secondo grado in presenza.

PRESIDENTE. Deve concludere.

ROSALBA CIMINO (M5S). Si chiede di sapere quali interventi intenda adottare a tutela degli studenti per prevenire eventuali gap formativi e disagi derivanti dall'emergenza epidemiologica in corso (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. La Ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, ha facoltà di rispondere.

LUCIA AZZOLINA, Ministra dell'Istruzione. Presidente, onorevole Cimino, già prima della pandemia destava preoccupazione il tasso di dispersione scolastica nel nostro Paese; oggi aumentano i segnali di allarme sociale collegati alla crisi che stiamo vivendo: mi riferisco al fenomeno dei NEET, dell'analfabetismo funzionale. Anche per questo mi batto per il rientro a scuola in presenza il prima possibile: senza scuola non c'è crescita. Si accentua sempre di più l'abbandono scolastico, aumentando le forme di disuguaglianza, di divario, che invece è nostro preciso dovere contrastare. Consapevoli di ciò, per tutta l'emergenza abbiamo investito risorse per garantire il diritto all'istruzione delle nostre studentesse e dei nostri studenti, per il digitale, per la formazione degli insegnanti, al fine di ridurre i gap formativi e i disagi derivanti dall'emergenza epidemiologica. Abbiamo mobilitato in un anno oltre 7 miliardi per la scuola. Richiamo solo le misure più recenti: nel “decreto Ristori” sono stati previsti ulteriori 85 milioni di euro per l'innovazione digitale e la didattica laboratoriale. Queste risorse stanno consentendo di dotare studentesse e studenti che ne hanno bisogno di oltre 200 mila dispositivi digitali e oltre 100 mila connessioni. Il decreto ha previsto anche uno specifico fondo di oltre 5 milioni per attività didattiche extracurriculari, finalizzate proprio al recupero dei gap formativi. Il mio impegno tuttavia non si ferma: chiederò sin da subito risorse ulteriori per programmare e realizzare specifiche iniziative dirette al contrasto della dispersione scolastica generata anche dall'emergenza epidemiologica, per erogare per le istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione corsi di consolidamento e recupero degli apprendimenti in presenza, per realizzare per le istituzioni scolastiche del secondo ciclo di istruzione iniziative di integrazione, recupero e sostegno degli apprendimenti finalizzati alla riduzione del gap formativo derivante dal prolungato ricorso all'attività della didattica a distanza. È mia intenzione inoltre potenziare i servizi professionali già in atto per il supporto e l'assistenza psicologica, da rivolgere in particolar modo a studentesse e studenti, oltre che al personale scolastico, in relazione alla prevenzione e al trattamento dei disagi e delle conseguenze derivanti dall'emergenza epidemiologica da COVID-19. Evidenzio ancora che il Piano nazionale di ripresa e resilienza vede l'istruzione tra le sue fondamentali missioni: il contrasto alla dispersione e all'abbandono scolastico rappresenta uno degli obiettivi principali contenuti nella missione 4, “Istruzione e ricerca”.

Ammontano a oltre 16 miliardi di euro le risorse previste complessivamente dal Next Generation EU dedicate al potenziamento delle competenze e al diritto allo studio che insieme ai fondi SIE/PON e alla programmazione di bilancio 2021-2026 supereranno i 20 miliardi di euro.

PRESIDENTE. Il deputato Marco Bella ha facoltà di replicare.

MARCO BELLA (M5S). Grazie del suo impegno, Ministra. La didattica a distanza non è la panacea di tutti i mali e si deve impegnare solo in casi di estrema necessità; secondo una recente indagine, l'84 per cento degli studenti la vive con disagio. Prolungare la DAD ha inevitabilmente prodotto divari formativi sui quali state tempestivamente intervenendo con un piano per il consolidamento e il recupero delle competenze. Io sono con gli studenti, però, quando non capiscono perché possono incontrare i propri compagni al centro commerciale, in piazza, in un'abitazione privata, ma non in un luogo controllato come le loro scuole.

Ai cittadini è necessario dire la verità: la pandemia non finirà domani e neppure il mese prossimo, serve tempo per vedere l'effetto dei vaccini; la stagione calda, come l'anno scorso, ci potrebbe dare una grande mano, ma non è ancora alle porte. Dobbiamo quindi imparare a convivere con il virus e lavorare per ridurre i rischi. Le scuole non sono luoghi fatati ove non ci sono positivi, ma sono contesti ove difficilmente ci sono focolai; lo ricordo: solo il 2 per cento secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità. In uno studio della Società Italiana di Pediatria, in tre mesi sono stati eseguiti test a tappeto sul 96 per cento della popolazione scolastica in due plessi. Si è trovato un solo positivo nel primo round, sette positivi nel secondo e tre positivi nell'ultimo; questo su oltre 1.200 persone e 14 classi. La scuola non è un'unica entità come vorrebbero farci credere alcuni mezzi di informazione; i cicli scolastici e le situazioni epidemiologiche locali sono diversi e, quindi, le misure devono essere proporzionate. La regione Toscana ha potenziato il trasporto scolastico, ha reclutato dei tutor da impiegare alle fermate, ha predisposto una rete di test rapidi e ha riaperto anche le scuole superiori, seppur con la presenza limitata al 50 per cento. Penso che questo tipo di impegno rappresenti la strada maestra per riaprire ovunque, non appena possibile.

Infine, Presidente vorrei ringraziare i nostri insegnanti e tutto il personale ATA che, essendo più vicini ai ragazzi, più di tutti comprendono l'importanza della scuola in presenza. L'istruzione è un patrimonio di tutti e tutti la dovremmo difendere (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

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