RIFORMULATA - Camera dei deputati – 1-00383 – Mozione sulla acquisizione di Borsa Italiana s.p.a. da parte della Borsa di Londra e le conseguenze sulla governance.

Camera dei deputati – 1-00383Mozione presentata il 30 settembre 2020

La Camera,

premesso che:

Borsa Italiana s.p.a. è la società che si occupa della gestione del mercato azionario italiano e comprende anche Mts, lo strategico mercato dei titoli di Stato, rappresentando così un importantissimo asset per il nostro Paese;

si evidenzia, inoltre, che Borsa Italiana s.p.a. gestisce anche una rete di dati sensibili relativi a titoli di Stato, nonché delle imprese quotate e delle migliaia di piccole e medie imprese che hanno seguito i programmi Elite di Borsa Italiana s.p.a., per un valore complessivo di 3,5 miliardi di euro;

il 23 giugno 2007, con un'offerta di 1,6 miliardi è avvenuta l'acquisizione di Borsa Italiana s.p.a. da parte di London Stock Exchange Plc (la Borsa di Londra), andando a creare il London Stock Exchange Group, società holding che detiene la totalità delle partecipazioni azionarie di Borsa Italiana s.p.a. e di London Stock Exchange;

a seguito dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, è mutato il contesto geopolitico di riferimento, dal momento che l'hub, finanziario londinese non è più realtà comunitaria con possibili riflessi anche dal punto di vista economico-finanziario;

 pertanto, con riferimento agli sviluppi sul futuro di Borsa Italiana s.p.a., occorre considerare che l'acquisizione operata dal London Stock Exchange Group del gruppo di diffusione di dati finanziari Refinitiv, il ramo d'azienda che si occupava di finanza e risk business all'interno di Thomson Reuters Corporation, multinazionale canadese operativa nel settore dei mass media e dell'informazione, ha determinato incertezze rispetto al destino del mercato azionario italiano, data l'evidente probabilità che il core business del London Stock Exchange si sarebbe spostato da quello della gestione dei mercati borsistici a quello dei dati;

la Lega, già in precedenza, ha più volte sollecitato il Governo ad agire tempestivamente con riferimento alla vicenda di Borsa Italiana s.p.a., considerato che la medesima rappresenta una preziosa infrastruttura sul piano economico-finanziario, anche al fine di tutelare le piccole e medie imprese italiane operanti sul mercato di capitali e di proteggere il Mercato telematico dei titoli di Stato (Mts);

il 14 settembre 2020 è scaduto il termine per la presentazione delle offerte di acquisto sulla totalità di Borsa Italiana, fin qui posseduta proprio dal London Stock Exchange Group, chiamato dall'Antitrust a vendere dopo l'accordo pari a 27 miliardi di euro per la sopramenzionata acquisizione del gruppo di diffusione di dati finanziari Refinitiv;

le offerte non vincolanti di acquisto presente sono state avanzate da Six Swiss Exchange, Deutsche Börse e, da ultimo, Euronext in partnership con Cdp Equity e Intesa San Paolo e hanno tutte avuto ad oggetto l'intero perimetro del gruppo messo in vendita dal London Stock Exchange, costituito non solo dalla gestione dei listini azionari di Borsa Italiana s.p.a., ma anche dal mercato telematico dei titoli di Stato Mts e la società Elite;

secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, probabilmente nella metà del mese di ottobre 2020, il London Stock Exchange Group fisserà le scadenze per le offerte vincolanti di acquisto di Borsa s.p.a. e di Mts;

in vista di una possibile conclusione nel breve periodo della suddetta operazione, risulta ancor più necessario, al fine di perseguire l'obiettivo di ripartenza del Paese, evitare il rischio di perdita di governance in un settore così strategico e funzionale come quello del mercato di capitali;

come sollevato da Assosim (Associazione intermediari mercati finanziari) in una lettera aperta pubblicata sul quotidiano «Il Sole 24 Ore», in data 26 settembre 2020, tale rischio determinerebbe un allontanamento degli emittenti, degli investitori e degli intermediari finanziari attivi nella Borsa Italiana verso mercati alternativi, anche non soggetti a regolamentazione, ed i medesimi intermediari finanziari «si troverebbero nella necessità, a causa dell'aumento dei costi e la diminuzione dei ricavi dovuti alla minore liquidità del mercato regolamentato, di dedicare risorse inferiori alla ricerca azionaria sulle PMI»; la ricerca su tali aziende, infatti, attualmente garantita quasi in maniera esclusiva da intermediari finanziari italiani, rappresenta un elemento fondamentale per il successo di importanti innovazioni a favore degli investitori, come i Pir (Piani individuali di risparmio) alternativi e gli Eltif (European long term investments funds);

impegna il Governo:

1) a chiarire quali iniziative intenda adottare al fine di scongiurare il rischio di perdita di governance di cui in premessa, specificando anche come intenda valutare i progetti di investimento presentati di modo che il rafforzamento della competitività a livello mondiale del sistema finanziario europeo veda il nostro Paese quale protagonista sul mercato azionario internazionale;

2) a fornire gli opportuni chiarimenti sulle vicende di cui in premessa, con particolare riferimento alle modalità di gestione del passaggio di Borsa Italiana s.p.a. verso un nuovo assetto proprietario, nonché a porre in atto tutte le iniziative di competenza utili ad evitare decisioni ed interferenze altrui nella gestione del mercato finanziario italiano, impedendo così il rischio di frammentazioni di Borsa Italiana s.p.a. e rafforzandone il controllo di posizione;

3) a tutelare, in ogni sede e con ogni strumento di propria competenza, lo strategico assetto economico-finanziario di Borsa Italiana s.p.a., affinché sia possibile attuare i seguenti impegni:

a) previsione di un'adeguata strategia di lungo termine nel settore dell'innovazione tecnologica, che possa essere di maggior beneficio per il sistema finanziario nel suo complesso rispetto a ipotesi che potrebbero determinare esclusivamente una redditività di breve periodo dell'acquirente;

b) garanzia della valorizzazione e della trasparenza presso gli investitori delle piccole e medie imprese nella ricerca azionaria;

c) attuazione di un procedimento di semplificazione del processo di quotazione, in particolare per le società di piccole e medie dimensioni, sviluppando la piattaforma Elite, al fine di consentire alle piccole e medie imprese di aumentare il loro grado di consapevolezza finanziaria e di accedere con maggiore facilità al mercato di capitali, evitando che i servizi di Elite possano sovrapporsi a quelli già forniti dagli intermediari finanziari;

d) rafforzamento del Mercato telematico dei titoli di stato (Mts), affinché continui a rappresentare un centro di eccellenza, in grado di garantire e migliorare i servizi di monitoraggio e di cosiddetto «price equity» – fondamentali per una efficiente gestione del debito pubblico – con l'obiettivo di aumentare la liquidità degli scambi e limitare la volatilità dei prezzi.(1-00383)

Sull’assetto economico-finanziario di Borsa Italiana s.p.a. e sulle iniziative di tutela - Mozione n. 1-00383 presentata  il 30 settembre 2020, riformulata il 15 ottobre 2020

Pubblicazione di testi riformulati. 
 
La Camera,
premesso che:
Borsa Italiana s.p.a. è la società che si occupa della gestione del mercato azionario italiano e comprende anche Mts, lo strategico mercato dei titoli di Stato, rappresentando così un importantissimo asset per il nostro Paese;
si evidenzia, inoltre, che Borsa Italiana s.p.a. gestisce anche una rete di dati sensibili relativi a titoli di Stato, nonché delle imprese quotate e delle migliaia di piccole e medie imprese che hanno seguito i programmi Elite di Borsa Italiana s.p.a., per un valore complessivo di 3,5 miliardi di euro;
il 23 giugno 2007, con un'offerta di 1,6 miliardi è avvenuta l'acquisizione di Borsa Italiana s.p.a. da parte di London Stock Exchange Pic (la Borsa di Londra), andando a creare il London Stock Exchange Group, società holding che detiene la totalità delle partecipazioni azionarie di Borsa Italiana s.p.a. e di London Stock Exchange;
    a seguito dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, è mutato il contesto geopolitico di riferimento, dal momento che l'hub, finanziario londinese non è più realtà comunitaria con possibili riflessi anche dal punto di vista economico-finanziario;
pertanto, con riferimento agli sviluppi sul futuro di Borsa Italiana s.p.a., occorre considerare che l'acquisizione operata dal London Stock Exchange Group del gruppo di diffusione di dati finanziari Refinitiv, il ramo d'azienda che si occupava di finanza e risk business all'interno di Thomson Reuters Corporation, multinazionale canadese operativa nel settore dei mass media e dell'informazione, ha determinato incertezze rispetto al destino del mercato azionario italiano, data l'evidente probabilità che il core business del London Stock Exchange si sarebbe spostato da quello della gestione dei mercati borsistici a quello dei dati;
la Lega, già in precedenza, ha più volte sollecitato il Governo ad agire tempestivamente con riferimento alla vicenda di Borsa Italiana s.p.a., considerato che la medesima rappresenta una preziosa infrastruttura sul piano economico-finanziario, anche al fine di tutelare le piccole e medie imprese italiane operanti sul mercato di capitali e di proteggere il Mercato telematico dei titoli di Stato (Mts);
occorre permettere che le offerte non vincolanti presentate per l'acquisto di Borsa italiana sono state avanzate da Six Swiss Exchange, Deutsche Börse e, da ultimo, Euronext in partnership con Cdp Equity e Intesa San Paolo e hanno tutte avuto ad oggetto l'intero perimetro del gruppo messo in vendita dal London Stock Exchange, costituito non solo dalla gestione dei listini azionari di Borsa Italiana s.p.a., ma anche dal mercato telematico dei titoli di Stato Mts e la società Elite;
nei giorni scorsi si è verificata la cessione al gruppo Euronext in partnership con CDP Equity e Intesa San Paolo per un valore complessivo di 4.32 miliardi di euro;
tuttavia, proprio in considerazione dei recenti sviluppi, risulta dunque ancor più necessario, al fine di perseguire gli obiettivi di ripartenza del Paese e di attuazione di un piano di investimenti che garantisca crescita e sviluppo, evitare il rischio di perdita di governance e di autonomia in un settore così strategico e funzionale come quello del mercato di capitali;
come sollevato da Assosim (Associazione intermediari mercati finanziari) in una lettera aperta pubblicata sul quotidiano «Il Sole 24 Ore», in data 26 settembre 2020, tale rischio determinerebbe un allontanamento degli emittenti, degli investitori e degli intermediari finanziari attivi nella Borsa Italiana verso mercati alternativi, anche non soggetti a regolamentazione, ed i medesimi intermediari finanziari «si troverebbero nella necessità, a causa dell'aumento dei costi e la diminuzione dei ricavi dovuti alla minore liquidità del mercato regolamentato, di dedicare risorse inferiori alla ricerca azionaria sulle PMI»; la ricerca su tali aziende, infatti, attualmente garantita quasi in maniera esclusiva da intermediari finanziari italiani, rappresenta un elemento fondamentale per il successo di importanti innovazioni a favore degli investitori, come i Pir (Piani individuali di risparmio) alternativi e gli Eltif (European long term investments funds),
impegna il Governo:
1) a tutelare, in ogni sede e con ogni strumento di propria competenza, lo strategico assetto economico-finanziario di Borsa Italiana s.p.a., nonché l'autonomia della medesima, affinché sia possibile attuare i seguenti impegni:
a) previsione di un'adeguata strategia di lungo termine nel settore dell'innovazione tecnologica, che possa essere di maggior beneficio per il sistema finanziario nel suo complesso rispetto a ipotesi che potrebbero determinare esclusivamente una redditività di breve periodo dell'acquirente;
b) garanzia della valorizzazione e della trasparenza presso gli investitori delle piccole e medie imprese nella ricerca azionaria;
c) attuazione di un procedimento di semplificazione del processo di quotazione, in particolare per le società di piccole e medie dimensioni, sviluppando la piattaforma Elite, al fine di consentire alle piccole e medie imprese di aumentare il loro grado di consapevolezza finanziaria e di accedere con maggiore facilità al mercato di capitali, evitando che i servizi di Elite possano sovrapporsi a quelli già forniti dagli intermediari finanziari;
d) rafforzamento del Mercato telematico dei titoli di stato (Mts), affinché continui a rappresentare un centro di eccellenza, in grado di garantire e migliorare i servizi di monitoraggio e di cosiddetto «price equity» – fondamentali per una efficiente gestione del debito pubblico – con l'obiettivo di aumentare la liquidità degli scambi e limitare la volatilità dei prezzi.
(1-00383)
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