Tav: più fondi Ue per cofinanziamento opere transnazionali

1.10.2018 – Ansa BRUXELLES - Aumentare "fino al 50%" la parte di cofinanziamento Ue per tutte le grandi reti di trasporto transnazionali, come in Italia la Tav ma anche il Terzo Valico, il Brennero o il collegamento con la Slovenia. E' la proposta che ha fatto la Commissione Ue per il prossimo bilancio 2021-2027, secondo quanto spiegano fonti comunitarie. Al momento, infatti, Bruxelles copre il 40% delle spese di realizzazione dei Corridoi delle grandi reti transeuropee: così facendo, invece, alleggerirebbe a sue spese la parte dei costi a carico dei bilanci degli stati membri.

Nel processo di avvicendamento dei responsabili dei Corridoi, intanto, dal 16 settembre è la ex premier slovacca Iveta Radicova ad aver preso il posto dell'ex ministro olandese Jan Brinkhorst come nuovo Coordinatore per il Corridoio Mediterraneo di cui fa parte la Torino-Lione.

Al momento, l'aumento della quota Ue del finanziamento delle grandi opere di trasporto è una misura in stadio di proposta, che dovrà essere sottoposta ai negoziati sul futuro bilancio Ue e ricevere l'ok di Parlamento e Consiglio Ue per diventare effettiva. "Non si tratta quindi di uno 'sconto ad hoc' per la Tav, ma di un'offerta valida per tutti i progetti transfrontalieri", spiegano le fonti il senso di una lettera inviata dall'oggi ex coordinatore Ue per il Corridoio Mediterraneo Brinkhorst al ministro dei trasporti Danilo Toninelli. Oltre a Brinkhorst, tra l'altro, è cambiato anche il responsabile per un altro corridoio che riguarda l'Italia, ossia quello Baltico-Adriatico, dove l'ex europarlamentare danese Anne Elisabet Jensen ha sostituito il tedesco Kurt Bodewig.

In Italia, infatti, oltre al Corridoio 'Med' con la Tav che dovrebbe arrivare sino in Croazia a Zagabria, passano anche il Corridoio Baltico-Adriatico (transita dalla Slovenia a Trieste, poi Venezia, Bologna e Ravenna), il Reno-Alpino (via la Svizzera e poi il Terzo Valico sino a Genova), e lo Scandinavo-Mediterraneo (dall'Austria via il Brennero, sino a Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Taranto, Calabria e Sicilia a Palermo e Augusta). Tutti sono quindi suscettibili di beneficiare, se andrà in porto la proposta di Bruxelles, di cofinanziamenti Ue fino al 50%.