Roma, 10 aprile 2019 – Comunicato stampa - Centrale di progettazione, OICE, Scicolone: Non garantirà qualità, bloccherà la domanda e causerà perdite di posti di lavoro.

Nell'imminenza del varo del Dpcm sulla centrale di progettazione prevista dalla legge di bilancio 2019, annunciato dal Premier Giuseppe Conte ieri a Milano, l'OICE, l'Associazione delle società di ingegneria e architettura italiane aderente a Confindustria, torna a ribadire il suo giudizio negativo: "Non possiamo che confermare - ha detto il Presidente Gabriele Scicolone - come già fatto ad ottobre con la Rete delle Professioni Tecniche, che è errato immaginare di risolvere i problemi della progettazione degli enti locali creando una centrale di progettazione che ci appare semplicemente anacronistica. Internalizzare la progettazione e la direzione lavori di opere pubbliche degli Enti locali è in controtendenza a quanto avviene nel resto d'Europa e dei Paesi industrializzati e modernamente organizzati che più che assumere tecnici interni alle amministrazioni chiedono al mercato servizi di qualità elevata e sanno controllare e verificare le risposte del mercato. Meglio sarebbe stato investire in risorse e personale non tanto per progettare quanto per programmare che è il vero compito di uno Stato moderno. Siamo arrivati all’assurdo che, per risolvere il problema degli Enti locali che non riescono a mettere a bando le opere, gliele facciamo progettare direttamente. Ovvero dobbiamo prendere atto che è più complicato mettere a bando che progettare!".

Per l'OICE "ad oggi, l'unico effetto certo che produrrà la Struttura centrale è il blocco della domanda e questo proprio a valle del boom dei bandi di gara di progettazione di tutto il 2017, del 2018 e dell'ultimo bimestre. Abbiamo passato due anni a fornire alle forze politiche i dati del nostro osservatorio che parlano di rilancio del mercato della progettazione in Italia, con tutto il settore in ripresa, ed il risultato è il varo di una norma in controtendenza! Ancora una volta si interviene in maniera poco attenta al mercato. Ci attendiamo - ha detto Scicolone - un inevitabile rallentamento della spesa in investimenti e del PIL, perché sarà la stessa struttura consultata (gratis) da molti enti locali a ingolfarsi ed allo stesso tempo a togliere mercato ai professionisti ed agli operatori di settore che in questi anni hanno tanto investito per tenersi aggiornati; si perderà tempo solo per avere perseguito una scelta sbagliata. Abbiamo stimato che questa nuova "internalizzazione" di attività tecniche, abbinata all'imminente e assai negativo ripristino dell'incentivo del 2% per i tecnici delle amministrazioni che abbiamo letto nella bozza del decreto sblocca cantieri, determineranno la perdita di molti posti di lavoro nelle nostre aziende, che oggi assorbono migliaia di giovani professionisti ed investono per tenersi al passo con le necessità moderne della progettazioni; vedonsi i temi della digitalizzazione e del BIM. Auspichiamo un rapido confronto con il Governo e con chi gestirà questi dossier perché si tratta di profili che riguardano un intero settore da due anni e mezzo in piena crescita e sviluppo che investe in ricerca, innovazione e formazione."