FINCO - NEWSLETTER n. 09/2019

NEWSLETTER FINCO n. 09/2019

In un Paese di piccole e medie industrie come il nostro, sono loro che devono crescere per far crescere il Paese. Questo è il messaggio che, in estrema sintesi, vogliamo indirizzare al nuovo Governo, articolandolo attraverso alcuni aspetti che riteniamo decisivi.

Di fronte ad una filosofia “redistributiva” di risorse economiche e di orario lavorativo che ogni tanto riemerge (c’è chi afferma che occorre puntare alle 25 ore settimanali !!) noi viceversa riteniamo si debba casomai lavorare più ore (parliamo di ore effettive, quindi di produttività, non di allungamento dell’orario di lavoro, ovviamente).

Al fine di combattere una delle principali emergenze - la fuoriuscita dal nostro Paese “one way” di giovani su cui abbiamo investito - occorre in primo luogo che la selezione avvenga in base al merito nel pubblico come nel privato, nella politica, nelle imprese, nella sanità, negli studi.

Sotto questo ultimo aspetto è decisivo il tema della riforma dell’Università, che non riguarda milioni di pensionati più o meno indifesi, ma poche decine di migliaia di professori e ricercatori, che dispongono tutti di mezzi culturali e che certo non rischiano di andare sotto la soglia della povertà.

Concorrenza e merito debbono essere (iniziare ad essere o ritornare ad essere ?) i riferimenti della nostra convivenza civile per quanto riguarda il versante economico. Ma da sola una strada puramente liberale, senza interferenze tra potere politico ed interessi coinvolti, non funziona in un Paese come il nostro, sostanzialmente chiuso in molti ambiti e con bassa mobilità sociale: scattano subito meccanismi difensivi, ormai per lo più diversi dalla classica dinamica capitale/lavoro e sempre più invece basati sulla pressione alla classe politica mediante il danno, o la minaccia di danno, agli utenti. Ne vediamo continue tracce negli scioperi in particolare nel settore delle partecipate pubbliche, specie locali e dei trasporti. L’inflazione che erode il potere di acquisto delle famiglie è peraltro, non a caso, concentrata quasi tutta nei servizi che non sono in concorrenza con l’estero. …………………..

 

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