Risoluzione del Parlamento europeo del 4 ottobre 2018 sul pacchetto sulla strategia in materia di appalti pubblici.

Cliccare sul sottoindicato link per visualizzare la suddetta Risoluzione approvata lo scorso 4 ottobre dalla sessione plenaria del Parlamento europeo. Essa contiene quanto segue:

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P8-TA-2018-0378+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT

Appalti strategici e coordinati

7. segnala che oggi più che mai la legislazione vigente dell'Unione permette che gli appalti pubblici siano utilizzati come strumento strategico per promuovere gli obiettivi delle politiche dell'UE e incoraggia gli Stati membri a trarre da ciò il massimo vantaggio; ricorda che gli appalti pubblici sono inoltre uno strumento importante a livello regionale e locale per integrare le strategie locali e regionali e incoraggia le audizioni pubbliche e le consultazioni con gli utilizzatori finali dei prodotti e dei servizi;

  1. invita a fare ampio uso degli appalti innovativi per realizzare una crescita verde e socialmente inclusiva; sottolinea l'importanza dell'economia circolare e, a tale proposito, delle nuove possibilità offerte dalle nuove direttive sugli appalti pubblici per quanto riguarda i beni e i servizi riutilizzati, riparati, rigenerati, ristrutturati e altri prodotti e soluzioni sostenibili ed efficienti in termini di risorse;

9. invita gli Stati membri a utilizzare gli appalti pubblici in maniera strategica per promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva anche per le PMI e le imprese sociali; sottolinea che per fare ciò occorre che gli Stati membri collochino sistematicamente tali politiche al più alto livello e sostengano, a tal fine, gli acquirenti e i funzionari responsabili degli appalti nella pubblica amministrazione;

10. sottolinea l'importanza di condizioni di gara che non siano eccessivamente onerose, affinché tutte le imprese, comprese le PMI, possano accedere agli appalti pubblici;

11. accoglie con favore l'esempio di adozione di strategie nazionali in materia di appalti pubblici e incoraggia altri Stati membri a seguire tale esempio per ammodernare e razionalizzare i propri sistemi degli appalti pubblici accrescendo così la loro efficienza; sottolinea che l'appalto pubblico costituisce una materia trasversalmente attinente a vari settori dell'amministrazione pubblica e che è essenziale che vi sia non solo coordinamento, ma anche una struttura di gestione che coinvolga i principali soggetti, in modo che le decisioni fondamentali possano essere prese su base più collaborativa e accettate da tutti gli operatori;

12. plaude al fatto che molti Stati membri abbiano adottato misure per l'uso di criteri di qualità (compreso il miglior rapporto qualità/prezzo) e incoraggia la loro sistematica applicazione; incoraggia le amministrazioni aggiudicatrici ad applicare criteri diversi dal semplice prezzo più basso, tenendo conto di aspetti qualitativi, ambientali e/o sociali;

13. osserva che, se da un lato riconosce che in alcuni casi il prezzo basso può essere indice di soluzioni innovative e di una gestione efficiente, dall'altro è preoccupato per l'eccessivo ricorso al prezzo più basso come criterio prioritario di aggiudicazione che viene adottato in diversi Stati membri ignorando aspetti quali la qualità, la sostenibilità e l'inclusione sociale e invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad analizzare e riferire in merito ai motivi alla base di tale situazione e proporre soluzioni laddove necessario;

14. invita gli Stati membri a garantire che le pratiche in materia di appalti pubblici siano in linea con la convenzione sui diritti delle persone con disabilità; invita gli Stati membri a incoraggiare consultazioni al riguardo con le persone con disabilità e le loro organizzazioni che le rappresentano;

15. chiede l'adozione di un codice etico europeo degli appalti pubblici per le diverse parti interessate dalle procedure di appalto;

16. sottolinea che è importante che nelle loro decisioni di acquisto le amministrazioni aggiudicatrici tengano conto, se del caso, dell'intero ciclo di vita dei prodotti compreso il loro impatto ambientale e invita la Commissione a fornire assistenza nella messa a punto di metodologie per dare attuazione al concetto di "calcolo dei costi del ciclo di vita";

17. osserva che considerazioni di innovazione, socioeconomiche e ambientali costituiscono criteri di aggiudicazione legittimi negli appalti pubblici e che le amministrazioni aggiudicatrici possono perseguire obiettivi ecologici, di innovazione o sociali anche attraverso capitolati ben ponderati e consentendo offerte con varianti in modo non discriminatorio, purché tali caratteristiche siano collegate all'oggetto del contratto e siano proporzionate al suo valore e ai suoi obiettivi;

18. ricorda che il quadro legislativo dell'Unione in materia di appalti pubblici obbliga gli Stati membri a garantire che i contraenti e subcontraenti rispettino pienamente le disposizioni in materia ambientale, sociale e del diritto del lavoro in vigore nel luogo in cui sono eseguite le opere, sono prestati i servizi o sono prodotti o forniti i beni, come stabilito dalle pertinenti convenzioni internazionali, dalla legislazione dell'Unione e nazionale e dai contratti collettivi stipulati conformemente al diritto e alle prassi nazionali; invita la Commissione a garantire che tale obbligo sia rispettato dagli Stati membri nel recepimento e nell'applicazione delle direttive del 2014 e ad agevolare lo scambio delle migliori prassi in questo settore;

19. riconosce che una valutazione qualitativa delle offerte richiede acquirenti competenti e invita la Commissione ad assistere gli Stati membri nella divulgazione delle metodologie e delle pratiche di valutazione, in particolare attraverso l'organizzazione di laboratori e corsi di formazione; sottolinea che tale assistenza dovrebbe essere disponibile a tutti i livelli amministrativi in cui viene effettuato l'appalto;

20. sottolinea che gli appalti pubblici socialmente responsabili devono prendere in considerazione le catene di approvvigionamento e i rischi associati a fenomeni di schiavitù moderna, il dumping sociale e le violazioni dei diritti umani; rileva che devono essere compiuti sforzi per garantire che i beni e servizi acquistati tramite appalti pubblici non siano prodotti secondo modalità che violino i diritti umani; invita la Commissione europea a inserire disposizioni sostanziali in materia di etica nelle catene di approvvigionamento nella sua nuova guida sugli aspetti sociali negli appalti pubblici;

21. plaude agli sforzi compiuti da diversi Stati membri per istituire autorità responsabili del coordinamento degli appalti e riconosce che questo contribuisce allo svolgimento di appalti strategici ed efficienti;

22. chiede che un maggior numero di Stati membri sfrutti i vantaggi degli acquisti centralizzati e dell'aggregazione degli acquisti pubblici e osserva che le centrali di committenza potrebbero e dovrebbero velocizzare la diffusione di competenze, migliori pratiche e dell'innovazione;

23. sottolinea che, soprattutto nell'ottica di promuovere l'innovazione, è importante che le amministrazioni aggiudicatrici si confrontino con il mercato e sfruttino in misura sufficiente la fase di pre-appalto in preparazione delle fasi successive; ritiene che il pre-appalto sia anche una fase essenziale per sostenere anche il coinvolgimento delle PMI;

24. ritiene che la nuova procedura di partenariato contribuirà a promuovere l'innovazione e incoraggia le amministrazioni aggiudicatrici a cooperare con il mercato al fine di sviluppare metodologie, prodotti, opere o servizi innovativi non ancora esistenti; si compiace a tale riguardo che fino ad ora siano state avviate 17 procedure di partenariato per l'innovazione;

25. accoglie con favore la valutazione ex ante volontaria degli aspetti relativi agli appalti per i grandi progetti infrastrutturali, come proposta dalla Commissione, e invita la Commissione ad attuare rapidamente l'helpdesk, il meccanismo di notifica e il meccanismo di scambio di informazioni, nel pieno rispetto della riservatezza;

Digitalizzazione e sana gestione delle procedure d'appalto

26. si rammarica della lenta adozione delle tecnologie digitali negli appalti pubblici all'interno dell'Unione e invita gli Stati membri a garantire una rapida trasformazione digitale delle procedure e l'introduzione di processi elettronici per tutte le fasi salienti, segnatamente quelle di notifica, accesso ai bandi e presentazione, valutazione, aggiudicazione dell'appalto, ordinazione, fatturazione e pagamento;

27. invita la Commissione e gli Stati membri a introdurre i moduli elettronici (eForm) al più tardi entro la fine del 2018;

28. ricorda che gli appalti elettronici offrono una serie di importanti vantaggi quali risparmi significativi per tutte le parti, procedure semplificate e abbreviate, snellimento della burocrazia e riduzione degli oneri amministrativi, maggiore trasparenza e innovazione e un migliore accesso delle PMI ai mercati degli appalti pubblici;

29. conviene con la Commissione sul fatto che i registri dei contratti possono essere uno strumento efficiente in termini di costi ai fini della gestione dei contratti, per migliorare la trasparenza, l'integrità e i dati e per una migliore governance degli appalti pubblici;

30. invita la Commissione a valutare la possibilità di collegare i registri nazionali degli appalti con il TED (Tenders Electronic Daily, ossia Bollettino elettronico dei bandi di gara) per eliminare l'obbligo per le amministrazioni aggiudicatrici di pubblicare la stessa informazione in due sistemi;

31. richiama l'attenzione sulle difficoltà che potrebbero presentarsi agli offerenti, in particolare alle PMI, in relazione ai requisiti in materia di certificati e firme e promuove al riguardo un regime leggero in termini di requisiti, insieme alla piena applicazione del principio "una tantum" al fine di ridurre al minimo l'onere per gli offerenti;

32. sottolinea che tutti gli Stati membri dovrebbero essere in grado di fornire tutti i dati necessari sull'esecuzione degli appalti pubblici, ivi compresi dati sulle gare, sulle procedure e sui contratti nonché informazioni statistiche, anche per consentire alla Commissione di valutare il mercato unico sul piano degli appalti;

33. invita gli Stati membri a promuovere l'uso innovativo dei dati a formato aperto, che sono, innanzitutto, essenziali per la gestione dell'amministrazione pubblica da parte di qualsiasi governo, e, allo stesso tempo, permettono che il potenziale economico di tali dati sia sfruttato dalle imprese, incoraggiando altresì la trasparenza e la responsabilizzazione delle istituzioni e degli enti che si occupano degli appalti pubblici; sottolinea che la pubblicazione dei suddetti dati deve sempre tener conto del principio di proporzionalità e del rispetto dell'acquis dell'UE in materia di protezione dei dati e segreto commerciale;

Mercato unico e migliore accesso agli appalti

34. ricorda che il confronto competitivo è essenziale per gli appalti pubblici e osserva con rammarico un calo d'intensità della concorrenza negli appalti pubblici all'interno dell'Unione negli ultimi anni; esorta gli Stati membri che registrano un'alta percentuale di bandi con unico offerente ad affrontare il problema;

35. esorta gli Stati membri a incrementare le procedure di aggiudicazione congiunte, anche a livello transfrontaliero, favorite dalle norme UE riviste, e invita la Commissione a fornire assistenza dettagliata in questo ambito; ritiene, tuttavia, che tali procedure non dovrebbero tradursi in contratti di dimensioni tali da escludere di fatto le PMI nella fase iniziale della procedura;

36. si rammarica del fatto che le PMI e le imprese dell'economia sociale abbiano ancora difficoltà ad accedere agli appalti pubblici e invita la Commissione a valutare l'efficacia delle misure previste dalle direttive del 2014 e, se necessario, a proporre nuove soluzioni;

37. invita la Commissione a riferire al Parlamento in merito all'attuazione sulla base del principio "conformati o spiega" stabilito dall'articolo 46 della direttiva 2014/24/UE che impone alle amministrazioni aggiudicatrici di indicare le ragioni principali della loro decisione di non suddividere in lotti che devono essere sistematicamente spiegate nei documenti di gara o nella relazione individuale;

38. invita gli Stati membri a sostenere la partecipazione delle PMI alle gare d'appalto, ad esempio attraverso la suddivisione obbligatoria in lotti, laddove possibile, o una limitazione del volume d'affari richiesto per partecipare ai bandi; sottolinea che la suddivisione degli appalti pubblici in lotti favorisce la concorrenza sul mercato ed evita il rischio di dipendenza da un unico fornitore; invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare servizi di consulenza e formazione per le PMI per migliorare la loro partecipazione alle procedure di gara;

39. invita la Commissione ad analizzare in particolare gli ostacoli agli appalti pubblici transfrontalieri derivanti dalle barriere linguistiche, amministrative, legali o di qualsiasi altra natura e a proporre soluzioni o intervenire al fine di garantire appalti transfrontalieri funzionali;

40. sottolinea l'importanza di garantire l'interoperabilità nei beni e nei servizi acquistati e di evitare la dipendenza (lock-in) da un unico fornitore e invita la Commissione a proporre misure in merito;

41. si rammarica della mancanza di dati chiari e consolidati sugli appalti pubblici nell'UE e osserva che dati affidabili sull'accesso agli appalti pubblici sono necessari per verificare la responsabilità delle autorità pubbliche e rappresentano un mezzo per combattere le frodi e la corruzione;

42. accoglie l'esito della valutazione della direttiva sulle procedure di ricorso e la decisione della Commissione di non proporre una revisione legislativa, ma chiede che sia portata avanti la cooperazione tra gli organi di ricorso nazionali e che siano forniti maggiori orientamenti della Commissione in merito alle direttive;

43. si rammarica del fatto che la direttiva sugli appalti nel settore della difesa non abbia ancora prodotto i risultati auspicati, in particolare per i progetti infrastrutturali transnazionali, ed esorta la Commissione e gli Stati membri a moltiplicare gli sforzi per una migliore attuazione delle norme attualmente applicabili;

44. sottolinea l'importanza della trasparenza e del carattere non discriminatorio delle procedure in materia di appalti pubblici; ricorda l'importanza di disporre di adeguate procedure di ricorso e dell'accesso a orientamenti sulle modalità di presentazione di un ricorso;

Appalti pubblici internazionali

45. chiede che l'azione dell'Unione migliori l'accesso dei fornitori dell'UE ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi, in quanto il mercato degli appalti pubblici dell'Unione è uno dei più aperti al mondo;

  1. esprime preoccupazione per la concorrenza sleale nell'ambito delle procedure di appalti pubblici a seguito di ingerenze da parte dello Stato verso i concorrenti di paesi terzi, in particolare, ma non esclusivamente, per quanto riguarda il mercato dei veicoli elettrici e delle batterie; ritiene che sia necessario collegare gli strumenti di difesa commerciale alle prassi in materia di appalti pubblici;

47. sottolinea che i mercati degli appalti pubblici hanno una grande valenza economica, considerato che, secondo le stime, la spesa per appalti rappresenta il 20 % del PIL mondiale ed evidenzia che un migliore accesso ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi, così come l'uniformazione delle condizioni per le imprese europee, possono quindi costituire importanti fattori di crescita nel commercio di beni e servizi e portare altresì a una maggiore scelta e a un migliore uso del denaro dei contribuenti sia nell'UE e che nei paesi terzi;

48. segnala che spesso i mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi sono chiusi, di diritto e/o di fatto, agli offerenti dell'UE; incoraggia la Commissione a raccogliere e fornire dati migliori sulle procedure internazionali di aggiudicazione degli appalti; rammenta che la Commissione stima che più della metà del mercato globale degli appalti è attualmente chiuso alla libera concorrenza internazionale a causa di misure protezionistiche che sono in crescita a livello mondiale, mentre circa 352 miliardi di EUR di appalti pubblici dell'UE sono aperti a offerenti di paesi membri dell'accordo sugli appalti pubblici dell'Organizzazione mondiale del commercio; sottolinea che l'UE dovrebbe correggere tale squilibrio senza ricorrere a misure protezionistiche; invita la Commissione ad assicurare che le imprese europee ottengano un accesso al mercato analogo a quello di cui godono i concorrenti stranieri sul mercato dell'Unione e osserva che il cosiddetto strumento per gli appalti internazionali (IPI) proposto potrebbe, a determinate condizioni, costituire un mezzo per la creazione di un effetto leva che consenta di ottenere un crescente accesso al mercato;

49. accoglie con favore il fatto che una delle sei aree prioritarie di intervento della Commissione nel settore degli appalti pubblici sia il miglioramento dell'accesso ai mercati degli appalti; sottolinea che il miglioramento dell'accesso ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi, anche a livello sub-nazionale, costituisce un forte interesse offensivo per l'UE nell'ambito dei negoziati commerciali, dal momento che molte aziende dell'UE sono altamente competitive in vari settori; sottolinea che gli appalti pubblici dovrebbero essere inclusi in tutti i futuri accordi commerciali, nell'ottica di favorire quanto più possibile la partecipazione delle aziende europee alle gare d'appalto all'estero; chiede alla Commissione di garantire l'osservanza e la corretta attuazione delle disposizioni in materia di appalti pubblici presenti negli accordi di libero scambio dell'UE; ricorda che gli accordi commerciali dovrebbero essere utilizzati per migliorare l'accesso ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi e che tale migliore accesso ai mercati degli appalti dei paesi terzi nonché norme rafforzate per procedure di appalto moderne, efficienti e trasparenti, che sono essenziali per ottenere un migliore impiego del denaro pubblico, dovrebbero costituire elementi fondamentali di qualsiasi accordo commerciale concluso dall'UE, nel pieno rispetto dei legittimi obiettivi di politica pubblica sanciti dalle direttive dell'Unione in materia di appalti pubblici; sottolinea che per potersi aggiudicare appalti pubblici gli operatori economici di paesi terzi devono rispettare i criteri sociali e ambientali europei stabiliti nelle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE, e incoraggia, in quest'ottica, ad applicare i criteri dell'offerta economicamente più vantaggiosa per l'aggiudicazione di tali contratti; osserva che gli accordi di libero scambio bilaterali e sub-regionali non sempre garantiscono il pieno accesso ai mercati degli appalti; chiede alla Commissione di negoziare il più ampio accesso possibile ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi;

50. evidenzia che qualsiasi strategia volta ad aprire i mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi deve affrontare in modo concreto gli ostacoli e le esigenze specifiche delle PMI per facilitare il loro accesso ai mercati, in quanto risultano particolarmente svantaggiate quando si tratta di accedere ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi, mentre che si deve tenere debitamente conto anche delle conseguenze per le PMI dell'esposizione a nuovi concorrenti provenienti da paesi terzi; invita la Commissione a incoraggiare l'inclusione di procedure di appalto favorevoli alle PMI (incluse iniziative transfrontaliere e suddivisione delle offerte in lotti) negli accordi commerciali; evidenzia i potenziali vantaggi, soprattutto per le PMI, legati alla digitalizzazione mediante il ricorso ad appalti elettronici in tutte le procedure di appalto pubblico con paesi terzi;

51. osserva che grandi economie emergenti, come il Brasile, la Cina, l'India e la Russia, non sono ancora parti dell'APP ma la Cina e la Russia sono ufficialmente in fase di adesione, e chiede alla Commissione di incoraggiare e promuovere gli sforzi dei paesi terzi di aderire all'accordo, in quanto gli accordi multilaterali e plurilaterali costituiscono il mezzo migliore per creare condizioni di parità sul lungo periodo; sottolinea che accordi commerciali bilaterali con clausole ambiziose in materia di appalti che rispettano i principi fondamentali dell'accordo sugli appalti pubblici possono costituire un trampolino di lancio per una cooperazione multilaterale rafforzata;

52. sottolinea l'importanza dell'APP, non solo per garantire l'accesso di diritto ai mercati degli appalti nei paesi terzi ma anche per rafforzare la trasparenza e la prevedibilità delle procedure di appalto; incoraggia la Commissione a promuovere l'elaborazione di norme globali e convergenti per la trasparenza degli appalti quale strumento importante per combattere la corruzione; Più specificamente, invita la Commissione ad adoperarsi per includere negli accordi commerciali disposizioni relative a norme comuni per gli appalti pubblici, che consentano la segnalazione di casi di corruzione, semplifichino le procedure e rafforzino l'integrità e la trasparenza per gli offerenti;

Professionalizzazione

53. accoglie con favore le raccomandazioni della Commissione in merito alla professionalizzazione e invita gli Stati membri a elaborare in via prioritaria piani nazionali di sviluppo; suggerisce che ciascun piano dovrebbe differenziare i tipi di appalto, segnatamente in quanto l'accesso delle PMI ai servizi e all'infrastruttura digitale possono essere facilitati in modo diverso rispetto all'accesso agli appalti nel caso di grandi contratti infrastrutturali;

54. invita la Commissione a proporre i mezzi di sostegno finanziario provenienti dai fondi dell'Unione volti a sostenere le azioni di professionalizzazione pertinenti negli Stati membri;

55. deplora il basso livello di professionalità dei committenti pubblici e invita gli Stati membri a migliorare le competenze di tutte le parti interessate in ogni fase della procedura relativa agli appalti pubblici;

56. sottolinea che sia gli acquirenti che i fornitori devono essere formati adeguatamente per lavorare in maniera efficiente in tutte le fasi dell'appalto e che, per quanto riguarda la professionalizzazione, occorre prestare attenzione a tutti i livelli della pubblica amministrazione e ai criteri di qualità, compresi i criteri sociali e ambientali; ritiene che migliorando il modo in cui le autorità pubbliche valutano ciò che è opportuno sottoporre a una gara d'appalto e le modalità in cui ciò dovrebbe avvenire, si possano ottenere risultati migliori; fatta salva la procedura negoziata, si rammarica del fatto che spesso gli appalti pubblici possono essere dominati da imprese più esperte che assistono nella fase di progettazione di un contratto di appalto e, di conseguenza, si trovano in una posizione più vantaggiosa per aggiudicarsi tale contratto;

57. chiede agli Stati membri di incoraggiare le università a sviluppare ulteriormente i corsi universitari in diritto europeo degli appalti pubblici e a migliorare la formazione e la gestione delle carriere degli operatori del settore degli appalti, compresi quelli che lavorano nelle PMI, anche per quanto riguarda lo sviluppo e l'adozione di strumenti informatici accessibili; sostiene la creazione di un quadro europeo comune delle competenze tecniche e informatiche.