Comm.ne parlamentare di inchiesta sul sistema Bancario e Finanziario -Audizioni in merito ai modelli di business degli operatori attivi nel mercato degli NPL e degli UTP: della professoressa di diritto dell'economia presso la Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell'Università Cattolica del Sacro Cuore,  e dell'Amministratore delegato di Hoist Finance Spa, in merito ai modelli di business degli operatori attivi nel mercato degli NPL e degli UTP, del 16 febbraio 2021

Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema Bancario e Finanziario - Audizioni in merito ai modelli di business degli operatori attivi nel mercato degli NPL e degli UTP: della professoressa di diritto dell'economia presso la Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell'Università Cattolica del Sacro Cuore,  e dell'Amministratore delegato di Hoist Finance Spa, in merito ai modelli di business degli operatori attivi nel mercato degli NPL e degli UTP, del 16 febbraio 2021 – Sintesi diretta web

Nella seduta di martedì 16 la professoressa di diritto dell'economia presso la Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ha sostenuto che il tema dei NPL è un tema di grande rilievo, fra l’altro dopo la pandemia e il conseguente previsto deterioramento di valore degli attivi bancari, non solo nel nostro paese ma anche a livello europeo. L’Unione Europea ha elaborato una strategia che ha delle luci e delle ombre e che però può costituire per il nostro paese un’occasione di riflessione. E’ importante individuare alcuni strumenti che siano implementabili nel nostro paese al di là delle scelte europee. Le statistiche ci parlano continuamente di famiglie, imprese o consumatori sempre più illiquidi e che progressivamente vedono la loro situazione creditizia deteriorarsi; anche le moratorie, i ristori e le garanzie pubbliche sono per loro natura temporanee e bisogna allora prepararsi in vista dell’esplosione di un problema.

Il fenomeno degli NPL è molto noto, nato in conseguenza della Grande crisi finanziaria e il picco per il nostro paese è stato nel 2015. E’ emerso in una situazione economica anche allora difficile, in quel caso è stata istituita l’unione bancaria con la BCE in funzione di supervisione; l’Unione bancaria e la legislazione europea hanno mostrato che fra un paese e l’altro le banche avevano sottovalutato il fenomeno e i meccanismi di supervisione centralizzati a livello europeo hanno proposto regole e prassi per affrontare in maniera uniforme il tema. Scelte di gestione fatte hanno mirato alla stabilità delle banche e alla stabilità del sistema bancario, la priorità dunque è stata quella di individuare al più presto le esposizioni bancarie. La nozione di default è una nozione europea, fra l’altro ormai accolta anche in legge nel regolamento CRR, ed è stata allargata sempre di più e resa sempre più eterogenea. Il default oggi parliamo di una serie di posizioni di debito tutt’altro che uguali sotto il profilo della non performance, si va da debiti o crediti perduti ovvero le sofferenze, a crediti UTP che sono dunque improbabili in prospettiva o i crediti semplicemente scaduti.

Dal punto di vista delle banche queste diverse tipologie pesano però allo stesso modo, dovendo per ogni default essere prevista una copertura o un accantonamento, una svalutazione e un impegno patrimoniale della banca importante. Un altro elemento molto penalizzante riguarda le operazioni di ristrutturazione che sono fondamentali, specialmente quando si parla di crediti non al capolinea ma recuperabili, queste ristrutturazioni sono però oggi fortemente penalizzate. Questo pacchetto di norme, bisogna dire che non ha funzionato particolarmente bene o che non ha funzionato in maniera uguale in tutti gli stati d’Europa, nel complesso se guardiamo i volumi di crediti deteriorati in Europa e in Italia e guardiamo i valori attuali, guardiamo una flessione di volumi molto considerevole; il che certamente è un bene, ma questa flessione è stata realizzata tramite la cessione degli attivi deteriorati a soggetti specializzati che hanno acquistato gli NPL attraverso operazioni di cartolarizzazione o altri strumenti giuridici, con il vantaggio di liberare le banche da questo fardello.

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In allegato la sintesi della diretta web.

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