Concessioni autostradali - Risposta ad interrogazione a risposta scritta n. 004920-17

In data 31 gennaio 2018 è pervenuta la risposta all’interrogazione a risposta scritta n. 004920-17 su Concessioni autostradali presentata dall’eurodeputato Angelo Ciocca (ENF).

Per il testo dell’interrogazione:

Negli ultimi anni l'UE, attraverso tre direttive (2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del 26 febbraio 2014), ha prescritto, per i paesi membri, innovazioni sugli appalti pubblici, da realizzare attraverso il recepimento negli ordinamenti nazionali.

In Italia il nuovo codice degli appalti (D.L. n. 50/2016) cambia le regole dei lavori nel settore autostradale, inserendo in particolare la nuova proporzione dell'80 % delle commesse gestite con gara pubblica e del 20 % con affidamento diretto.

L'articolo 177 stabilisce che il concessionario autostradale possa assegnare senza gara i lavori a imprese del suo stesso gruppo per la sola quota del 20 %; questo parametro imposto ai fini di una maggiore trasparenza in tema di appalti si traduce in Italia in migliaia di esuberi per i lavoratori attualmente impiegati.

Può la Commissione riferire in che modo intende verificare la corretta applicazione delle specifiche misure di tutela per i lavoratori interessati da parte dei concessionari autostradali?

Intende la Commissione adottare misure di salvaguardia a favore dei lavorati italiani in esubero a causa dell'applicazione del nuovo codice degli appalti in attuazione alle direttive europee di cui sopra?

 

Per il testo della risposta:

La Commissione osserva che l'articolo 177 del codice italiano(1) mira a compensare la mancanza di concorrenza «a monte» (vale a dire il fatto che i concessionari non sono stati scelti attraverso procedure di evidenza pubblica), richiedendo un certo grado di concorrenza «a valle» (ossia il fatto che l'80 % degli appalti affidato nell'ambito delle concessioni deve essere aggiudicato attraverso procedure di evidenza pubblica).

A norma dell'articolo 30, paragrafo 3, della direttiva 2014/23/UE(2), gli Stati membri devono garantire che gli operatori economici, nell'esecuzione delle concessioni, rispettino gli obblighi applicabili in materia di diritto ambientale, sociale e del lavoro.

La Commissione in questa fase non dispone di elementi atti a dimostrare che le autorità italiane non garantiscono il rispetto del diritto del lavoro nel settore delle concessioni autostradali.

La direttiva 98/59/CE(3) dispone che il datore di lavoro proceda all'informazione e alla consultazione dei lavoratori prima di prendere decisioni in merito a licenziamenti collettivi e prevede un sostegno per i lavoratori licenziati. Spetta alle autorità nazionali garantire che la normativa nazionale di recepimento della direttiva 98/59/CE sia applicata correttamente, mentre la Commissione controlla l'efficace attuazione della direttiva a prescindere dai singoli casi. La Commissione esorta inoltre i datori di lavoro e le altre parti interessate a seguire buone pratiche di anticipazione e gestione delle ristrutturazioni in modo socialmente responsabile, come delineato nella comunicazione del 13 dicembre 2013(4).

(1) Decreto legge 50/2016, che recepisce in Italia le direttive dell'UE del 2014 in materia di appalti pubblici (appalti pubblici e concessioni).
(2) Direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 1).
(3) Direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi (GU L 225 del 12.8.1998, pag. 16).
(4) Un quadro UE per la qualità nell'anticipazione dei cambiamenti e delle ristrutturazioni (COM(2013) 882 final).