Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione [COM(2017) 677 final — 2017/0305 (NLE)]

Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione [COM(2017) 677 final — 2017/0305 (NLE)]

Tale Parere è stato pubblicato sulla GU C 237 del 6.7.2018. Esso contiene:

Conclusioni e raccomandazioni

 

1.1

Il CESE accoglie con favore la proposta relativa agli orientamenti in materia di occupazione e il loro allineamento con il pilastro europeo dei diritti sociali. Il Comitato è dell’avviso che nel definire gli orientamenti si sarebbe potuto fare di più per realizzare le idee del pilastro.

 

1.2

Gli orientamenti in materia di occupazione devono contribuire al raggiungimento di un equilibrio migliore tra le regole macroeconomiche e l’Europa sociale, coerente con la Relazione dei cinque presidenti: Completare l’Unione economica e monetaria dell’Europa, pubblicata nel 2015. La comparsa di segnali di ripresa è, secondo il CESE, il momento giusto per concentrarsi sulla convergenza della situazione macroeconomica e di quella sociale.

 

1.3

Il CESE ribadisce il suo appello a favore di uno speciale pacchetto di investimenti sociali nel quadro di un programma europeo per la crescita e gli investimenti per un valore pari al 2 % del PIL.

 

1.4

Il Comitato richiama l’attenzione su tutta una serie di conclusioni della Relazione comune sull’occupazione che dimostrano che la ripresa dell’occupazione non è omogenea attraverso gli Stati membri, le regioni e i gruppi di popolazione dell’UE.

 

1.5

Il CESE è favorevole a concentrare maggiormente l’attenzione, nel contesto del pilastro e degli orientamenti per l’occupazione, sull’impatto e sui risultati, con l’aiuto del quadro di valutazione sociale e di altre misure, se necessario. L’impatto di tali questioni dovrebbe essere parte integrante del processo di discussione e pianificazione tra gli Stati membri e l’Unione europea per l’assegnazione dei finanziamenti dell’UE.

 

1.6

Le misure dell’orientamento 5 dovrebbero indicare chiaramente che le forme innovative di lavoro non comportano necessariamente una maggiore precarizzazione del lavoro, sebbene ciò si possa a volte presumere. Misure tese a favorire transizioni senza scosse nei mercati del lavoro, ivi comprese misure idonee dirette alla sicurezza dei lavoratori, contribuirebbero a garantire che le nuove forme di lavoro offrano opportunità occupazionali eque.

 

1.7

Lo spostamento, negli orientamenti, della pressione fiscale dal lavoro ad altre fonti è accolto con favore, ma gli orientamenti dovrebbero offrire chiarezza su possibili altre fonti di gettito. Il CESE ha elaborato pareri sulla pianificazione fiscale aggressiva, la frode e l’evasione fiscale, le tasse ambientali (4) che possono altresì fornire un gettito alternativo, da proporre negli orientamenti.

 

1.8

Nell’orientamento 6 sarebbe opportuno mantenere il riferimento specifico all’FSE.

 

1.9

In riferimento all’orientamento 7, la necessità del riconoscimento dell’accesso a una risoluzione imparziale delle controversie dovrebbe applicarsi a tutti gli ambiti e non solo a quello dei licenziamenti ingiustificati. I mezzi di risoluzione alternativa delle controversie non dovrebbero erodere i diritti delle parti di accedere ai tribunali.

 

1.10

Per quanto riguarda l’orientamento 8, l’azione in materia di disoccupazione giovanile deve essere mantenuta, in particolare devono essere assicurati fondi per la Garanzia per i giovani e per l’ulteriore sviluppo di una «garanzia per le competenze».

 

1.11

Sempre in relazione all’orientamento 8, la disoccupazione di lunga durata deve continuare a essere un tema centrale e può essere una fonte di forza lavoro in un mercato del lavoro in tensione.

 

1.12

La posizione delle persone con disabilità deve essere considerata in una prospettiva basata sui diritti, ma dev’essere anche oggetto di misure concrete per l’inserimento nel settore dell’occupazione, accentuando in particolare la lotta alla discriminazione, come previsto dai Trattati.

 

1.13

Le disposizioni in materia di parità di genere devono figurare in ciascun orientamento e si deve prestare una forte attenzione al problema dei bassi salari quando si affronta la questione del divario retributivo di genere.

 

1.14

Sarebbe opportuno che negli orientamenti i migranti e i rifugiati fossero espressamente menzionati.

 

1.15

Il CESE ribadisce il suo punto di vista in merito all’aumento dell’età pensionabile legale, ritenendo che l’età effettiva di pensionamento dovrebbe, in linea di principio, essere simile all’età legale. Sottolinea inoltre la necessità di assicurare la sostenibilità dei sistemi pensionistici negli Stati membri affrontando sfide quali l’aumento della speranza di vita, i cambiamenti nel mercato del lavoro, che incidono sul finanziamento delle pensioni, e la garanzia di pensioni adeguate.

 

1.16

Il CESE si compiace della precisazione che le disposizioni per la zona euro e per gli Stati membri non appartenenti alla zona euro saranno le stesse nel caso del pilastro e degli orientamenti per l’occupazione.