Risposta ad interrogazione a risposta scritta n. 004123-17 su Nuova VIA e autorizzazione delle «infrastrutture strategiche» in Italia.

In data 12 febbraio 2018 è pervenuta la risposta all’interrogazione a risposta scritta n. 004123-17 su Nuova VIA e autorizzazione delle «infrastrutture strategiche» in Italia presentata dagli eurodeputati Eleonora Evi (EFDD), Isabella Adinolfi (EFDD), Fabio Massimo Castaldo (EFDD), Ignazio Corrao (EFDD), Dario Tamburrano (EFDD), Rosa D'Amato (EFDD).

Per il testo dell’interrogazione

Il 16 giugno 2017 è stato adottato il decreto legislativo n. 104/2017 per l'attuazione in Italia della direttiva 2014/52/UE. Pubblicato in G.U., tale decreto entrerà in vigore il 21 luglio 2017(1).

Secondo una coalizione formata dalle più importanti ONG ambientaliste italiane il testo di recepimento non garantirà la piena conformità della normativa italiana alla nuova disciplina UE sulla valutazione di impatto ambientale (VIA) e sortirà effetti opposti a quelli intesi dal legislatore europeo: rafforzare i capisaldi della VIA e renderla più trasparente migliorando la qualità delle informazioni rese disponibili al pubblico per favorirne la partecipazione(2).

In particolare, la suddetta coalizione ritiene che la nuova procedura di VIA in Italia rischi di essere più opaca, approssimativa e fallace perché ricalca il modello della cosiddetta «Legge Obiettivo» (L. n. 433/2001) per la realizzazione delle grandi infrastrutture strategiche che, caratterizzata da procedure semplificate e da tempistiche ridotte, in quindici anni ha causato importanti danni erariali, danneggiato l'ambiente e colpito negativamente numerose comunità(3).

Alla luce di quanto precede, vista anche l'avvenuta pubblicazione in G.U. del decreto legislativo per il recepimento della direttiva 2014/52/UE, può la Commissione far sapere se ritiene che la Legge Obiettivo sia compatibile con le novità introdotte dal legislatore europeo in materia di VIA?

http://www.europarl.europa.eu/img/struct/navigation/hr.gif

(1)

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-07-06&atto.codiceRedazionale=17G00117&elenco30giorni=true

(2)

http://www.greenreport.it/news/urbanistica-e-territorio/valutazione-impatto-ambientale-le-associazioni-ambientaliste-modello-opaco-della-legge-obiettivo/

(3)

http://www.fondoambiente.it/newsletter/VIA_lettera%20Galletti.pdf

                                                                                       

Per il testo della risposta

Il fatto che il decreto legislativo italiano n. 104/2017 abbia presumibilmente seguito il modello della cosiddetta «Legge Obiettivo» (L. n. 433/2001) non comporta, di per sé, una violazione della direttiva 2014/52/UE (1).

Una volta che le misure nazionali adottate dall'Italia per il recepimento di detta direttiva saranno comunicate ufficialmente, la Commissione sarà in grado di valutare la compatibilità della normativa di recepimento con il diritto dell'UE vigente. Entro i limiti della propria discrezionalità, la Commissione deciderà quindi sulle azioni più idonee da adottare, qualora le misure nazionali di recepimento, che l'Italia deve ancora comunicare, non fossero considerate conformi alla direttiva.

http://www.europarl.europa.eu/img/struct/navigation/hr.gif

(1)

Direttiva 2014/52/UE che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, GU L 124 del 25.4.2014, pag. 1.