Bozza disegno di legge recante delega al Governo per l'efficienza del processo civile.

SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER L’EFFICIENZA DEL PROCESSO CIVILE E PER LA REVISIONE DELLA DISCIPLINA DEGLI STRUMENTI DI RISULUZIONE ALTERNATIVA DELLE CONTROVERSIE. A cura del Dottor Rocco Orefice

Si segnala in particolare l’articolo 8 (Processo di esecuzione), che contiene principi volti a rendere più efficiente il processo di esecuzione.

Nello specifico si delega al Governo l’intervento sulla procedura di espropriazione presso terzi, obbligando il creditore a comunicare al debitore ed al terzo pignorato, dell’avvenuta iscrizione a ruolo della procedura e del relativo numero di ruolo, depositando l’avviso notificato nel fascicolo dell’esecuzione.

Tale misura è dettata dalla difficoltà per il terzo pignorato di monitorare lo svolgimento della procedura esecutiva e di accettarne l’eventuale estinzione conseguente alla mancata iscrizione a ruolo, ostacolando lo svincolo delle somme accantonate e impedendo spesso, anche alle Amministrazioni pubbliche, di disporre di somme a volte ingenti.

La mancata notifica dell’avviso o il suo mancato deposito determina l’inefficacia del pignoramento.

Qualora non avvenga la notifica dell’avviso, gli obblighi del debitore e del terzo cessano alla data dell’udienza indicata nell’atto di pignoramento.

Ulteriore misura riguarda l’espropriazione immobiliare, al fine di accelerarne il corso e di contenerne i costi attraverso la collaborazione del debitore, il quale può avere interesse a farsi parte attiva nella ricerca di un acquirente. In proposito, il debitore potrà essere autorizzato dal giudice a vendere direttamente il bene pignorato, attraverso atto da celebrare dinanzi al notaio, ma con gli effetti purgativi propri della vendita coattiva.

Al fine, inoltre, di non pregiudicare i creditori, sono previsti diversi limiti. Difatti, l’istanza del debitore dovrà esser proposta, a pena di inammissibilità, prima dell’udienza per l’autorizzazione alla vendita (non oltre dieci giorni prima dell’udienza prevista dall’articolo 569, comma 1, del codice di procedura civile); il prezzo della vendita deve riflettere l’effettivo valore di mercato del bene e i creditori devono essere messi in condizione di valutare la convenienza dell’offerta; la vendita deve perfezionarsi in un lasso di tempo contenuto, al fine di non ostacolare il corso della procedura.

In aggiunta, all’istanza del debitore deve essere sempre allegata l’offerta di acquisto e, a garanzia della serietà dell’offerta, deve essere presentata cauzione in misura non inferiore al decimo del prezzo proposto.

Con il provvedimento di autorizzazione alla vendita, devono essere stabiliti il prezzo, le modalità di pagamento e il termine, non superiore a novanta giorni, entro il quale l’atto di trasferimento deve essere stipulato e il prezzo versato.

Nel caso in cui, nel termine assegnato, il bene non sia stato venduto o il prezzo non sia stato versato, il giudice provvederà ai sensi dell’articolo 569 del codice di procedura civile.

L’articolo 10 ha ad oggetto il procedimento di scioglimento della comunione, prevedendo una più rigorosa ripartizione dei passaggi del procedimento, tenendo conto dell’opportunità di potenziare lo strumento della mediazione.

La frequente inadeguatezza della documentazione a disposizione delle parti nella fase introduttiva dei giudizi conduce spesso ad un elevato numero di rigetti radicali delle domande. Inoltre, la non comoda divisibilità dei beni oggetto della comunione, comporta che il procedimento sfoci in una fase di vendita dei beni. La persistente lentezza delle procedure di vendita giudiziale richiede di adottare come modello standard quello della vendita con intervento del professionista.

Nel procedimento deve essere chiarito maggiormente il ruolo del creditore iscritto e di coloro che hanno acquistato diritti sull’immobile, trascrivendo gli stessi al fine di renderli opponibili ai condividenti nel giudizio di scioglimento delle comunioni.

L’articolo 12 riguarda, invece, la disciplina del procedimento notificatorio, al fine di semplificarlo e accelerarlo. A tal fine, viene valorizzato il principio di responsabilità, che impone ai soggetti obbligati a munirsi di un domicilio digitale o che abbiano eletto un domicilio digitale, richiedendo di verificarne costantemente il buon funzionamento.

Nell’esercizio della delega bisognerà prevedere, pertanto, che la notificazione degli atti in materia civile e stragiudiziale sia eseguita dall’avvocato esclusivamente a mezzo di posta elettronica certificata. Quando ciò non sia possibile, l’avvocato dovrà provvedere alla notificazione esclusivamente mediante inserimento, a spese del richiedente, nell’area web riservata di cui all’art. 359 del Codice della crisi e dell’insolvenza, di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019 n. 14. La notificazione è eseguita nel decimo giorno successivo all’inserimento. Negli altri casi, la notificazione si esegue con le modalità ordinarie.

L’articolo 12 rafforza i doveri di leale collaborazione delle parti e dei terzi, prevedendo il riconoscimento dell’amministrazione della Giustizia quale soggetto danneggiato nei casi di responsabilità aggravata.

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