Governo Conte bis - File del Governo aggiornato al 5 settembre - Programma con segnalazione materie di interesse - Mappatura dei Ministri - La nuova Maggioranza in Parlamento. Comunicazioni del Governo Camera e Senato, discussione e votazione fiducia.

Il II° Governo Conte e la nuova maggioranza parlamentare

Con la nascita di una nuova maggioranza parlamentare, si sono aperti nuovi scenari ed equilibri politici.

Difatti, le forze parlamentari Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico e Liberi e Uguali hanno espresso la propria disponibilità a sostenere un nuovo governo guidato da Giuseppe Conte. Non è escluso, comunque, che altre forze parlamentari possano entrare a far parte della nuova maggioranza, in particolare risulteranno fondamentali al Senato, dove i numeri non assicurano la tenuta del Governo.

Il cambiamento dell’esecutivo non comporta, tuttavia, la sostituzione dei Presidenti delle Commissioni parlamentari di Camera e Senato.

Si riporta di seguito, pertanto, l’attuale situazione relativa al nuovo assetto politico delle assemblee elettive.

Camera dei Deputati

Alla Camera i numeri dicono che M5S, PD e LeU formano una solida maggioranza, con 341 deputati a sostegno. Con l’eventuale appoggio di altre formazioni politiche, la maggioranza potrebbe salire a quota 352.

Senato della Repubblica

Al Senato è fondamentale l’appoggio di LeU, portando la maggioranza a quota 162 senatori, poco sopra la soglia minima (161).

Al fine di evitare l’instabilità del nuovo esecutivo, altri gruppi parlamentari – quali il Misto e quello delle Autonomie – potrebbero garantire maggiore sicurezza al Governo per l’approvazione dei provvedimenti. Difatti, al Senato la quota di 162 potrebbe innalzarsi a 180.

Come testé segnalato, i gruppi parlamentari minori assumeranno maggiore forza. Inoltre, problematica non di poco rilievo sarà la gestione dei lavori delle Commissioni parlamentari, in quanto i Regolamenti parlamentari prevedono che gli Uffici di Presidenza abbiano durata di due anni al Senato e due anni e mezzo alla Camera dall’inizio della legislatura.

Nella fattispecie, tra Camera e Senato 11 Commissioni sono in capo alla Lega, in particolare:

  • al Senato: Affari Costituzionali, Giustizia, Difesa, Finanze, Istruzione e Agricoltura.
  • alla Camera: Bilancio, Ambiente, Trasporti, Attività Produttive e Lavoro.

Un siffatto scenario comporta un potenziale condizionamento dei lavori delle commissioni. In particolare, da regolamento, il Presidente detiene diversi poteri su:

  • Calendario dei lavori
  • Tempi di esame
  • Ammissibilità degli emendamenti
  • Scelta dei Relatori

In conclusione, con ogni probabilità potrà verificarsi, fino al rinnovo dei vertici delle Commissioni (previsto nel corso del 2020), una non piena corrispondenza tra i lavori del Governo e del Parlamento.

 


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